Bernardelli: Le partite Iva del Nord mollano la Lega. Ma non si illudano di trovare nel nazionalismo la libertà

di Roberto Bernardelli – Avete letto l’ultimo autorevole sondaggio di Pagnoncelli? E’ stato pubblicato l’altro giorno sul Corriere della Sera. Bene. Dai dati leggo che le partite Iva non votano più Lega. Che i 5 Stelle, grazie al reddito di cittadinanza, sono un partito radicato al Sud e che Fratelli d’Italia avanza al Nord. Di più. Proprio il partito del mojito al Sud non ha sfondato. Risulterebbe tra i più votati dalla classe operaia. Direi che era prevedibile.

Non ci dobbiamo preoccupare dello stato di salute degli altri partiti, ma i dati li leggiamo anche noi, di Grande Nord. E i dati ci fotografano un Nord alla ricerca di una identità perduta. “Noi con Salvini su Facebook” fa acqua da tutte le parti. Tra la destra populista leghista gli elettori iniziano a preferire la destra originale, non quella costruita in via Bellerio. Il dramma è che nessuno parla più di questione settentrionale. Il Pd prende i voti dei piani alti della popolazione, idem Forza Italia. Il ceto medio va da un’altra parte.

Le micro e piccole medie imprese familiari del Nord non sanno più a che santo votarsi e nelle intenzioni di voto si buttano tra le braccia dell’ultimo prodotto della Provvidenza. Non è la via d’uscita, poiché si stanno gettando tra le braccia del loro problema, quello del nazionalismo che ha svuotato le casse del Nord, che drena le tasse, che rinvia le riforme.

Il futuro però è nelle mani dei cittadini, e la libertà va costruita e conquistata. Non sono le semplificazioni a liberare il Nord.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

 

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