Bernardelli – Intollerabile: 1,3 milioni di anziani dimenticato dallo Stato del reddito di cittadinanza sbaffato dai mafiosi

di Roberto Bernardelli – O belli ciao! Non c’è altro da discutere che rendere obbligatorio per legge il canto della liberazione, usato e sfruttato da una parte politica come inno militante, piuttosto che risolvere i problemi del paese?

I dati Istat sugli anziani sono da terzo mondo.

Ecco il report che fa la conta di  chi è dimenticato da questo Stato prodigo di redditi di cittadinanza a destra e a manca, dimenticando chi ha costruito un Paese.

L’Istat e la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana, istituita presso il ministero della Salute e presieduta da mons. Vincenzo Paglia, hanno avviato una collaborazione per esplorare le condizioni di fragilità e la domanda di assistenza sociale e sanitaria espressa dalle persone con almeno 75 anni.

Ne è nato il rapporto “Gli ANZIANI e la loro domanda sociale e sanitaria” riferito al 2019 che si basa anche su dati tratti dall’Indagine di salute europea Ehis 2019 che delineano una fotografia preoccupante della domanda di assistenza.

 

Ebbene, 1,2 milioni di ANZIANI dichiarano di non poter contare su un aiuto adeguato alle proprie necessità, di cui circa 1 milione vive solo oppure con altri familiari tutti over 65 senza supporto o con un livello di aiuto insufficiente. Infine, circa 100mila ANZIANI, soli o con familiari ANZIANI, oltre a non avere aiuti adeguati sono anche poveri di risorse economiche, con l’impossibilità di accedere a servizi a pagamento per avere assistenza.

Intanto però per altri c’è il reddito di cittadinanza..

Complessivamente, circa 1,3 milioni di over 75, su un totale di circa 6,9 milioni, pari al 18,8%, dichiarano di non ricevere aiuto adeguato in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessità di tutti i giorni. Più acutamente grave appare il bisogno di coloro che sono completamente soli, ben 638.913 individui, o che vivono con conviventi ANZIANI (372.735), per un totale complessivo di oltre un milione di persone (14,7%), che vivono in abitazione da soli o molto spesso con un coniuge comunque anziano e percepiscono la mancanza di un adeguato supporto.

Sì ma tanto per i mafiosi in carcere c’è il reddito di cittadinanza…

La quota di coloro che dichiarano severe difficoltà motorie, comorbilità e severa compromissione dell’autonomia è pari al 72%.

Che vuol fare lo Stato, chiuderli nella torre e buttar via la chiave?

O vogliamo ridare dignità ai nostri pensionati? Da solo il Nord potrebbe anche raddoppiare gli assegni previdenziali se potesse impiegare le risorse versate. Ma dove vanno a finire? Ricordiamocelo quando ci troveremo in cabina elettorale.

Anche per questo è quanto mai necessario cambiare le regole del gioco e sottoscrivere la petizione popolare di Grande Nord per la detassazione delle pensioni e per una previdenza macroregionale. Adesso o mai più.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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