Bernardelli: Il governo cancella l’evidenza: le tasse non sono aumentate. E rinnega anche l’Istat

di Roberto Bernardelli – Allora, è un anno e mezzo che siamo chiusi, che le attività pagano senza incassare fatturato. Le tasse restano e anzi crescono con un record che solo di recente la Cgia di Mestre ha ricordato come sia arrivato al record del 43,1%.

Ma il governo nega. Anzi! La sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra di Leu, partito di Governo, intervenendo nell’aula della Camera in sede di replica al termine della discussione generale sul Documento di economia e finanze (Def) e sull’autorizzazione al nuovo scostamento di bilancio da 40 miliardi nel 2021 e da 6 miliardi l’anno dal 2022 al 2033, ha affermato questo.

“Si deve fare molta attenzione a leggere i dati sulla pressione fiscale. Non solo perché il dato in sè non implica una distribuzione di peso su un certo settore piuttosto che su un altro. Ma anche perché il dato risulta difficilmente paragonabile a quello degli anni precedenti, in realazione all’introduzione di una modificazione contabile come quella introdotta dall’Istat, per cui si passa da un principio di cassa a un principio di competenza. Ci sono circa 15 miliardi di imposte che non sono stati prelevati nel 2020 ma sono stati spostati nel 2021, e che comunque vengono contabilizzati come oneri per i contribuenti per il 2020. Se si toglie questa somma si vede che il risultato per la pressione fiscale non è di un aumento ma di una situazione inalterata, pur a fronte di una diminuzione del Pil del 9%”.

 

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