Bernardelli: i legastellati hanno abolito il Nord e il suo residuo fiscale. Peggio per loro

07dddd71-da21-4674-868a-4438fbb84781di ROBERTO BERNARDELLI – Dicono che il Quirinale fosse in imbarazzo ma che l’alternativa del voto non potesse essere praticata. Un vicolo cieco, un budello stretto in cui ci ha infilati il governo del Pd. Nel programma di Giuseppe Conte premier incaricato, non c’è nulla che parli di federalismo, di responsabilità di spesa, di residuo fiscale. Se, come dice è l’avvocato del popolo, allora ci difenda. Ci difenda dalle mangerie dello Stato, dal fisco ladro e dalla indecente politica delle tasse made in Italy. Il Nord è in pareggio sulle pensioni, è in credito sulle imposte che ha versato, produce Pil come uno Stato del Nord europa. Ci aspettiamo che dia una risposta alla questione settentrionale, alla sanità del Nord che si fa carico di quella fatiscente del Sud, dove nessuno paga per le responsabilità del degrado in cui versano i cittadini-pazienti.

Ci aspettiamo strade per tutti, ferrovie veloci per i pendolari, perché  il Nord ha imprese che perdono il treno perché non arrivano a destinazione. Vogliamo capire come troveranno le risorse per il libro dei sogni di Salvini e Di Maio, mentre il lombardoveneto attende miliardi di tasse fermi a Roma e mai tornati indietro. E’ una questione da poco, vecchia? Magari lo fosse. Il Nord però ha la possibilità di uscire dall’equivoco di avere nella Lega la forza che l’avrebbe liberato dall’impero romano. Adesso di imperatori ne abbiamo due, uno di Milano e l’altro di Napoli. L’impero romano del Nord e l’impero romano del Sud si è compiuto. Ce lo ricorderemo presto in cabina elettorale.

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