Bernardelli, Grande Nord: Milano più forte del Covid, ma la crisi parla padano. Gli aiuti parlano romano

di Roberto Bernardelli –  Sono confortanti i numeri del rapporto “Milano Produttiva”, del Servizio Studi Statistica e programmazione della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Abbiamo subito il Covid più di tutta Italia e nonostante i politici che hanno male gestito l’emergenza, i numeri ci dicono che, seppur  con un calo del Pil del 7,7% entro la fine dell’anno 2020, la grande area metropolitana sta reggendo il contraccolpo e reagisce. Ecco perché:  12.000 nuove imprese, export +1,3%, reggono sia l’elettronica che la farmaceutica.

Sappiamo che per  la fine del 2020 avremo un calo del7,1% per la Lombardia, del 7,7% per Milano, del 5,8% per Monza Brianza e del 5,4% per Lodi. Anche se le nuove aperture riguardano 12mila realtà, sappiamo che sono 5mila in meno rispetto allo scorso anno, ma l’export è l’indicatore che ci dice che il tessuto è sano.

Va sostenuto. Perché il rapporto parla del calo di ordini  39,1% a Lodi e del 36,7% a Milano). Come può non sapere il governo che le imprese vivono di liquidità?

In calo le importazioni,   -5,2% a Milano, Monza Brianza e Lodi. Si salva a Milano l’export verso gli Stati Uniti (+56,4%) in ragione in particolare dei prodotti farmaceutici in crescita del 75,4%, in calo gli altri mercati piu’ rilevanti.

In Brianza si segnalano in positivo Svizzera (+27,7%) e Stati Uniti (+8%). In calo tutti i maggiori paesi per l’export di Lodi, ad incominciare dalla Spagna (-12,3%), che rappresenta il primo mercato di sbocco. Tra i comparti, oltre al farmaceutico per Milano, bene a Lodi l’elettronica (+16,8%) e l’alimentare (+5,1%). Calano a Milano abbigliamento (-9,8%) e macchinari (-12,5%). A Monza negativi tutti i principali comparti, contengono le perdite i prodotti in metallo (-0,4%). Oltre il 70% delle imprese dell’industria e dell’artigianato ha fatto ricorso ad ammortizzatori sociali, attorno al 60% per commercio e servizi. Poco meno del 10% ha ridotto l’organico; le imprese hanno preferito rinviare le assunzioni previste (21,6% delle imprese dei servizi di Milano) o in misura minore non rinnovare i contratti in essere.

Insomma, la crisi parla padano. Gli aiuti parlano romano.

Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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