Bernardelli, Grande Nord: Ce la faremo! Ma se non sostenete imprese e popolazione di Lombardia e Veneto viene giù il Paese

Lombardia e centronord in quarantena

Nota stampa di Roberto Bernardelli, presidente di Grande Nord

“Lombardia zona rossa! Assieme ad altre 14 province del centro nord.  Innanzitutto ce la faremo! Siamo avamposto d’Europa, siamo più del 30% del Pil, siamo gente che non ha paura! Tutte le rivoluzioni sono partite da Milano. Da Milano si riparte. Innanzitutto poi la solidarietà a tutta la popolazione laboriosa e tenace che sta vivendo sulle proprie spalle questa restrizione sociale ed economica per la sopravvivenza di tutti noi.

È  un provvedimento tardivo, che arriva dopo aver fatto scappare i buoi. Prima abbiamo pagato il prezzo di un allarmismo alternato da rassicurazioni da  parte delle istituzioni, Regione e Governo in primis, in un tiramolla di smentite, o preoccupanti messaggi allarmistici, su cui molti media hanno speculato. Tanto che persino l’Ordine nazionale e lombardo dei giornalisti ha aperto provvedimenti.

Poi, la Regione Lombardia non ci ha mai detto che le strutture sanitarie erano già al collasso, tanto che per farlo sapere è dovuto intervenire il coordinamento dei medici di terapia intensiva della Lombardia. I medici in prima linea hanno chiaramente affermato in un documento che, stante il numero di posti letto in rianimazione e la scarsità di ossigeno, respiratori e materiale di pronto intervento, occorre scegliere chi salvare. Non c’è posto per tutti.

Addirittura ci risulta che l’ordine dei medici veterinari e la facoltà di medicina veterinaria siano stati interpellati in questi giorni di calma apparente per reperire i respiratori mancanti! Nuovi reparti vengono improvvisati ogni giorno per accogliere i malati di Covid19…

È un bollettino di guerra. Nasce dal vuoto di coordinamento e dalla incapacità di mettere da subito in sicurezza i cittadini. Ora assumono il personale tagliato negli anni, mentre ci chiedono sacrifici senza sapere quanto ci aiuteranno per sopravvivere a questo salto nel buio.

Hanno tagliato migliaia di posti letto in terapia intensiva in questi ultimi dieci anni e l’hanno chiamata “razionalizzazione della spesa”. Senza un immediato intervento, a sostegno delle imprese e dei nostri cittadini, sappiate che viene giù tutto il Paese. Sparisce l’Italia. Il made in Italy.

La Lombardia, da sola, ha 56 miliardi di residuo fiscale, sono le nostre tasse versate in più, quelle che ben si guarda il governatore da pretendere siano restituite in un momento in cui entriamo in  guerra contro un nemico invisibile, lasciato circolare per settimane perché i politici non sanno cosa sia la globalizzazione sul nostro territorio.

L’altra sera una tv svizzera affermava che l’Europa non potrà restare indifferente al fatto che la Lombardia, motore d’Europa, sia ferma. Si ferma l’Europa, hanno affermato. Ecco, non lo abbiamo ancora sentito dire da nessun politico, da nessuna rete pubblica, perché oltre del coronavirus, hanno paura della Lombardia e non ci basterà “qualche aiuto” per metterci tranquilli.

Presidente Fontana, alzi la voce, abbia il coraggio di difendere le nostre imprese, i nostri lavoratori. Presidente Zaia, abbia il coraggio dei suoi avi, quelli che hanno vissuto e difeso la più importante Repubblica dell’Occidente, argine europeo alle invasioni di altre civiltà.

Ora occorre fare quadrato ma essere consapevoli che dobbiamo difenderci anche da chi non ci ha difeso.

Il movimento Grande Nord prosegue la sua battaglia politica più di prima, per dare a questa terra un futuro più civile e degno. Meritiamo politici all’altezza, meritiamo una protezione civile come ce l’ha lasciata Zamberletti. Salvavano vite, non contavano solo i morti.

Ripartiremo prima degli altri, ma ci risolleveremo di più liberandoci da chi è una zavorra per la nostra gente.

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