Bernardelli: Ecco il populismo che non fa bene alla democrazia

di Roberto Bernardelli . “Ci sono Trump ovunque, perciò ognuno difenda il proprio Campidoglio”. Così il presidente del Ppe, Donald Tusk, su Twitter. Ha ragione? Sì. Confesso che Trump mi è sempre stato simpatico, ha spezzato vecchie liturgie, ha parlato diritto alla gente. Ha puntato il dito contro il sistema di potere che governa da decenni. Ma fare politica è anche altro. E il messaggio di Tusk che guarda ai piccoli sovranisti di casa nostra, dice già tutto.

Le immagini devastanti che abbiamo tutti visto l’altra sera, una Capitol Hill in mano ad un manipolo di distruttori, non rende onore al sogno americano. Alle speranze per un’America migliore che Trump aveva promesso.

America the first non è quello che ci lascia questa eredità di 4 morti, decine di feriti e arresti, con un comizio che ha acceso le braci che covavano. E’ vero, Trump non ha fatto guerre, a differenza di altri predecessori. Ma ha acceso una miccia pericolosa di rivolta sociale che non può essere rappresentata da uomini sciamani, da novax, dal popolo che devasta un parlamento. E’ questa l’avanguardia?  O dietro c’è quella che ha scarsamente vigilato, dentro il palazzo?

Sappiamo bene che le elezioni sono sempre terreno di scontro, di brogli, di equilibri squilibrati. Non sempre vince il migliore. Non sempre la stampa tifa per chi rompe gli equilibri. Ma quando Hillary Clinton, 4 anni fa, perse pur ottenendo più voti ma conquistando un numero minore di grandi elettori, non ci furono sommosse, rivolte, assedi, irruzioni.

Trump con meno voti e con i voti per corrispondenza che oggi contesta, prese la Casa Bianca. Per i rivali fu una accettazione della sconfitta che sta alle regole della democrazia. Malata, scarsamente rappresentativa, ma comunque pur sempre un riferimento.

Ha perso? Si ripresenti, si ricandidi e come una prima volta gli venne data fiducia, riprovi a rappresentare l’altro volto dell’America. Certo è che dopo quanto il mondo ha visto, dopo tutti gli interrogativi sulla vulnerabilità del Parlamento, così facilmente accessibile, non si può non pensare che ci sia stata una regia, una premeditazione, una preordinata scombinata organizzazione di una irruzione senza precedenti.

E’ l’antipasto di qualcosa di peggio? Stiamo a vedere. Di certo se doveva rafforzarsi qualcosa, quello è il sistema, non certo il popolo.

Onorevole Roberto Bernardelli – Presidente Grande Nord

 

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