Bernardelli e Rizzi: Per liberare il Nord servono “uomini liberi e forti”. L’autonomia non la portano i traditori della Padania

di Roberto Bernardelli e Monica Rizzi – Abbiamo letto tutti le parole di Umberto Bossi, padre nobile e fondatore della Lega. A la nuova padania dichiara che sbaglia chi pensa di far fuori il Nord e condanna chi continua a far sì che la Padania  porti solo acqua allo Stato italiano. Siamo grati al Senatur. Ma il problema è che proprio chi è stato eletto al Nord ha voltato le spalle e modificato, stravolto e poi raso al suolo la ragione sociale di quel movimento che fu rivoluzionario. Lo è stato. Oggi è conservatore, reazionario. Difende l’esistente, nega l’autodeterminazione dei popoli, ha preso in giro milioni di lombardi e veneti col referendum consultivo sull’autonomia. L’ex comunista padano del Parlamento del Nord tifa per Marine Le Pen, si congratula con lei per la sconfitta. Entra ed esce dai governi, vota il reddito di cittadinanza. E dal 36% del partito dei social, è arrivato sotto il 15%, così ci dicono voci di corridoio. Ha voluto copiare Giorgia Meloni. Stare più a destra, abbracciare il democratico Putin. Mai crediamo un leader (leader?) abbia inanellato errori di strategia così impietosi. Sembra non sia cresciuto alla scuola dell’Umberto.

 

Oggi noi ci troviamo sulla linea del fronte, con Grande Nord.  Siamo i soli a parlare di residuo fiscale, a ricordare l’inabissarsi del referendum sull’autonomia. Uno dietro l’altro i dirigenti di Prima l’Italia ex Salvini Premier ammettono che non sarà possibile averla per colpa del blocco meridionalista che c’è in Parlamento, non prima aver votato l’autonomia e massimi poteri per Roma.

Democrazia e libertà sono due principi diversi e lontani.  La libertà suppone uomini liberi. E magari forti. Nonostante il centrodestra governi in blocco, di fatto, il Nord, non c’è un refolo di ribellione, di costruzione di un asse per puntare i piedi. Evidentemente  la libertà non è cosa per tutti. Noi, lo spirito  di Venezia ce lo portiamo dentro, altri erano lì solo per calcolo politico. Hanno cambiato nome, cancellato simboli. E’ solo questione di tempo, ha affermato il fondatore della Lega. Ma la Padania, nonostante i negazionisti, c’è e ci sarà sempre.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

Monica Rizzi, Responsabile organizzativo federale Grande Nord

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