Bernardelli e Rizzi: l’autonomia è lontana anni luce con i vecchi partiti. Tira molla è quotidiano

di Roberto Bernardelli e Monica Rizzi – La mesta rassegna stampa sul dibattito legato all’autonomia è una minestra riscaldata. Da… entro il 2023, a … serve almeno un anno… a chi non la vuole va contro la Costituzione…. Insomma, un turbine di supercazzole. Che sentiamo ripetere da anni, con calendari ovviamente improbabili.

Si aggiungono nuove prese di posizione. Vediamole. “Con questo Governo che vuole il presidenzialismo, non ci faranno mai passare la nostra AUTONOMIA “. Con queste parole, pronunciate durante la trasmissione ‘Focus’ di Rete Veneta, Gianantonio Da Re, europarlamentare trevigiano della Lega e componenti del gruppo Identità e Democrazia, interviene sul dibattito delle riforme .
“Probabilmente ottenere l’AUTONOMIA sarà ancora più difficile con questo Governo. Noi però ci siamo, la Lega continua a lavorare per ottenere ciò per cui il Veneto si è già espresso a gran voce con il referendum- ha detto ancora Da Resi entra in un Governo portando ciascuno il proprio carico, le proprie idee e le proprie istanze. Siamo in un momento difficile e sappiamo quanto lavoro ci sia da fare, ma gli accordi si rispettano. Ricordiamoci poi, che da un Governo si può sempre uscire…”. Finora l’ AUTONOMIA non è ancora arrivata, “ma qualcosa a questo Veneto dovrà pur essere dato e noi continueremo le nostre battaglie anche nei prossimi anni. L’importante è che dal territorio il fronte politico sia compatto nel voler tutti ottenere il risultato”.

Passiamo oltre.

Vediamo il botta risposta su Twitter fra il presidente dell’Emilia Romagna e candidato alla guida del Pd, Stefano Bonaccini, e il vicesegretario Pd, Peppe Provenzano, che sostiene la candidatura di Elly Schlein alla segreteria dem.
Tutto nasce da un tweet del professore Gianfranco Viesti che, citando un suo articolo su Il Mulino, scrive: “L’ Autonomia
differenziata è un grande progetto politico di cambiamento dell’Italia. Il presidente Bonaccini ne è uno degli artefici.
Il Pd dovrebbe discuterne con grande attenzione”. “Il Pd – è la risposta di Bonaccini – ha la stessa posizione che ho io”. “Non direi – è la replica di Provenzano – In questi anni abbiamo criticato le pre-intese del 2018 e il lavoro condotto nel Conte 1. Diciamo che adesso hai la stessa posizione che il Pd ha maturato dopo (prima Lep, ecc). Ora opponiamoci al progetto Calderoli ‘senza se e senza ma’”.

L’Emilia Romagna si era fatta parte attiva assieme a Lombardia e Veneto, per arrivare al dunque. Ma è mai possibile che non si possa creare un asse trasversale tra governatori, o la sola logica è quella di aspettare che il governo vari il presidenzialismo, cioè rafforzare i poteri centrali, per poi pensare ai territori? Ed è mai possibile che i governatori debbano soggiacere ai silenzi del partito sedicente del Nord, in realtà con la testa al Sud, per portare a casa il minimo sindacale che spetta ai cittadini delle regioni che fanno Pil?

Poi apprendiamo che per il capogruppo salviniano alla Camera prima del presidenzialismo viene l’autonomia.

“Abbiamo parlato di presidenzialismo: col ministro Casellati e il ministro Calderoli abbiamo fatto un vaglio sulle varie proposte, sui vari modelli esistenti in Europa e nel mondo, stiamo facendo un ragionamento di massima, di inquadramento per capire che riforma propone qui “. Lo ha detto
Riccardo Molinari, presidente dei deputati della Lega, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine dell’incontro
negli uffici della ministra per le Riforme al quale ha partecipato insieme all’altro capogruppo parlamentare leghista,
Massimiliano Romeo.

Alla domanda sul percorso parallelo di presidenzialismo e autonomia regionale differenziata, Molinari ha obiettato:
“Secondo noi no, l’ autonomia ha dei tempi più rapidi perché basta una legge mentre ordinaria invece una riforma presidenziale della Costituzione necessita dei quattro passaggi e dell’eventuale referendum. Quindi no, vanno di pari passo perché fanno parte entrambe del programma del centrodestra ma l’ autonomia viene prima anche perché ha un iter legislativo molto più semplice”.

E allora, se è più semplice, dove sta il problema? La Lombardia aspetta…. Il Veneto pure. L’Emilia Romagna anche…

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord – Monica Rizzi, Responsabile organizzativo federale Grande Nord

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