Bernardelli: aiuti solo alla Grande Distribuzione. Ma la Regione alle botteghe chiuse ci pensa o fanno solo conferenze stampa?


di Roberto Bernardelli – La grande distribuzione, lo sappiamo, è aperta. Lo è per i beni essenziali, di prima necessità, per l’indotto che generano gli alimentari ma anche tutto ciò che gira attorno ai servizi per le imprese, la casa, la persona.

Leggiamo di mirabolanti provvedimenti, ma il piccolo dettaglio? Quello familiare? La bottega che ha chiuso perché è piccola? Perché non rientra in uno dei codici Ateco?
Le nostre Regioni, indaffarate e salvare vite umane, a distribuire mascherine, hanno mai pensato anche ad un fondo di garanzia per i poveri disgraziati della piccola distribuzione? Hanno mai pensato, i partiti che si dicono del territorio, a tutelare i commercianti che non sanno come faranno a riaprire? Hanno per caso interpellato il governo, perché non si possono solo rinviare le tasse… Vanno sospese.
Mancano i fondi? Io ho unì’idea. Tagliatevi lo stipendio di consiglieri regionali. Quanto è? 16 mila euro al mese? Che dite, è populista chiedere ad un politico di fare la parte quando lo chiedono solo a noi? Lo stesso vale per i parlamentari. Ciascuno “adotti” una bottega. Sapete quante famiglie si potrebbero salvare… anziché parlare solo in tv e in conferenza stampa.

Come presidente di Grande Nord, mi sento il solo con il mio movimento a parlare questa lingua sconosciuta della solidarietà e della politica per il tessuto sano, delle microimprese familiari, del piccolo commercio. Ma si vede che va bene così per tutti gli altri.

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