Bernardelli: a tutti i costi attaccati alla poltrona mentre il Nord va a fondo

di Roberto Bernardelli – Nel 2018 abbiamo assistito ad una piroetta nel Conte 1. La Lega eletta con i voti del centrocdestra è andata a governare con cji era più a sinistra del Pd. No ma…. fate pure. Poi l’estate dopo con il mohito e a petto nudo, tra una delirio di onnipotenza, un datemi pieni poteri e l’insoddisfazione per le cose non fatte, tranne il reddito di cittadinanza, cadeva il governo Conte. E ne nasceva un secondo. Con dentro quelli che avevano perso le elezioni. Un capolavoro politico. Dopo anni di mantra… elezioni subito, la Lega torna al governo in una sorta di Conte ter ma con Draghi premier. Un altro non eletto. Bravo, per carità, ma la coerenza delle enunciazioni dei partiti è tutta lì da vedere.

E la Lega vota con chi ha sempre chiesto che se ne andasse a casa: il ministro Speranza, il ministro Lamorgese e i 5Stelle che hanno mandato a processo Salvini per le politiche sugli sbarchi. Detto questo, noi speriamo che il Nord non sparisca dalla carta geografica, che dopo la riedizione del ministero del Sud, qualcuno dica qualcosa di settentrionale e che il ministero del Turismo, abolito per referendum anche con i voti della Lega e oggi ad un leghista, faccia qualcosa di significativo per chi produce pil sul serio.

Passerà anche questa nottata. Intanto quanti anni persi….

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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