RAI, QUANDO LA BENZINA VERDE METTE IL TURNO

di CLAUDIO PREVOSTI

 

Dunque in Rai la direttore generale Lorenza Lei (una classica democristiana gradita Oltretevere) si appresta a proporre al Cda partitico di prolungare l’incarico ad Alberto Maccari (area Pdl) alla guida del Tg1 fino al 31 dicembre prossimo, anche se il giornalista sia ormai in pensione, e di nominare un leghista di provata fede, più verde del verde, Alessandro Casarin, di Varese, alla direzione della Tgr, la Testata giornalistica regionale, una poltrona di tutto rispetto visto che da lì si guidano i circa 700 giornalisti che lavorano nelle sedi regionali. E’ una posizione di indubbio potere, fino a oggi occupata dallo stesso Maccari, subentrato nel 2009 alla mitica Angela Buttiglione. Alla Tgr come condirettore Maccari aveva Casarin, che dunque si accinge a compire l’ultimo salto verso l’agognata direzione, forte della benzina verde-leghista che alimenta il suo motore.

Maccari è un signor professionista di un certo equilibrio, che col suo avvento dopo la caduta di Minzolini, sembra aver portato un po’ di serenità nella così tormentata arena del Tg1. Ci sia consentito, invece, di concentrare le nostre modeste attenzioni sul prode Casarin, questo leghista di lungo corso che ha il pregio, pare, di essersi ruffianato un po’ tutti i leghisti i leghisti varesini o varesotti che hanno un peso nel carrozzone della Rai. E non sono pochi. Vogliamo citarne alcuni? Antonio Marano, vicedirettore generale dell’azienda pubblica; Giovanna Bianchi Clerici, consigliere d’amministrazione in scadenza il prossimo mese di marzo; Giancarlo Giorgetti, presidente della Commissione Bilancio della Camera, ma spesso punto di snodo delle nomine targate Carroccio. Probabilmente s’è lavorato anche Marco Reguzzoni, ma oggi è meglio non dirlo troppo in giro.

Insomma, il ragazzo non più tanto ragazzo ma neppure troppo stagionato, è stato bravo a crearsi un parterre di sostegno di tutto rispetto. D’altra parte questa sembra essere la sua miglior specialità: entrato in Rai sull’onda del craxismo imperante, dopo Tangentopoli e la discesa in campo del Cavaliere, dove poteva andare a parare il prode Casarin per trovare un’efficace protezione? Ovviamente in quel di Arcore, complice anche i buoni rapporti con Paolo Romani che, anche prima di diventare ministro (un po’ troppo tardi per i suoi gusti), si è sempre occupato intensamente degli affari televisivi  del Berlusca.

Arrivato alla vicedirezione  della Tgr, con un passaggio senza fortuna anche al Tg3, Casarin (nella foto a fianco) deve aver pensato bene che, data la penuria di giornalisti targati Lega all’interno della Rai (coloro che sono stati immessi dall’esterno hanno quasi tutti poi girato lo sguardo altrove, con qualche eccezione femminile), era opportuno farsi battezzare leghista per continuare a far carriera. Nulla di nuovo sotto il sole: in Rai si va avanti più che altro così. Del nostro, infatti, non si ricordano imprese giornalistiche memorabili, se non le schienate interviste al Cavaliere soprattutto nel periodo della discesa in campo: ricordate la libreria bianca alle spalle, carica di libri probabilmente finti, e la calza di nylon montata sulla camera per dare un miglior effetto? Ecco, le domande (beh, esageriamo volutamente definendole tali) erano del prode Alessandro da Varese.

Dunque, dopo la benzina rosa-craxiano e azzurra-berlusconiano, ora nel motore di Casarin circola benzina verde leghista. Che poi dentro la Rai non si trovi traccia culturale del progetto leghista (ma quale???) è fattore del tutto secondario. L’importante è partecipare alla lottizzazione, diventare i migliori nel mettere i cappelli verdi su questo e quello. Ma lo sapete voi che il direttore di Isoradio (il canale di pubblica utilità della Radio) è in quota Lega? Eh sì, Aldo Papa,  romano de Roma ed ex collaboratore di Roberto Castelli, in una sola volta ha compiuto il salto da precario a direttore di una delle testate Rai. E a quel che si sussurra anche due vicedirettori della TGS, della testata sportiva, sarebbero dati in quota Lega: Auro Bulbarelli, quello delle telecronache ciclistiche che facevano rivoltare nella tomba il povero Adriano De Zan, e Maurizio Losa, il telecronista  della “tracimazione” al tempo dell’alluvione in Valtellina, giornalista entrato in Rai con il timbro di Comunione e Liberazione. Potenza della benzina verde che mette il turno!

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11 Comments

  1. sono tutti d’accordo, sono tutti d’accordo, ognuno faccia il suo gioco quando può. il popolo non ha potere alcuno, fategli lo sgambetto se vi capiterà

  2. Voi criticate, voi stigmatizzate, voi giudicate. Bene, legittimo. E credo siate anche in buonafede. Ma che dire dei trinariciuti, dei comunisti, del Pd o come li volete chiamare. che strepitano contro la lottizzazione e poi sono i primi a leccare il culo ai lottizzate con tanto di dichiarazioni pubbliche? Che dire di questo che fanno il fuoco di sbarramento, strepitano e poi come Borghi dell’Anci a Chiamparino o Errani esultano per certe nomine? Che caspta fanno questi? Sono scemi o bevono? Bene fa la Lei a fotterli…

  3. Ridete, ridete pure, prendeteli in giro con sufficienza che intanto questi si fanno i loro affari…ridete ridete che quelli marciano e voi ridete come gli ebeti…

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