“Benvenuta impresa”: 682 richieste per fuggire in Canton Ticino

di REDAZIONE

Voglia di fuggire con la propria azienda, voglia di scappare in Svizzera, nel Canton Ticino, a Chiasso. Che sarebbe stato un successo lo si era capito fin dall’annuncio pubblicato attraverso i media italiani. E tutto è puntualmente avvenuto oggi a Chiasso, al Cinema Teatro, in occasione dell’iniziativa “Benvenuta impresa” erano presenti oltre 200 imprenditori in rappresentanza di circa 170 imprese. Senza contare i numerosi giornalisti.
Le richieste totali di partecipazione a questo incontro informativo sono state 682 e solo per problemi di spazio le aziende in surplus sono state indirizzate all’Ente regionale di sviluppo.

L’iniziativa è stata promossa dal sindaco di Chiasso che ha voluto invitare le Pmi lombarde a conoscere quali vantaggi possono derivare dalla delocalizzazione in territorio rossocrociato. In soldoni l’ipotesi di lavoro è aprire filiali in Ticino, per poi arrivare, mai dire mai, a smellare i capannoni in Italia, trasferendo la produzione oltrefrontiera per sfruttare tutti i vantaggi fiscali, burocratici e in termini di efficienza dei servizi.

Davanti al clamore ottenuto dall’iniziativa chiassesse ci sono state polemiche in Italia, ma sono polemiche fini a se stesse, perché “fare impresa in Italia è ormai una cosa da pazzi e l’idea di delocalizzare in Ticino è qualcosa di più di una semplice tentazione, è quasi una necessità di sopravvivenza”, è stato il commento di numerosi dei presenti.

Come ha rilevato ieri la Ue, la deindustrializzazione italiana è sempre più evidente e ormai chiudere la stalla è diventato impossibile. Ma i cervelloni di Roma pensano di attrarre aziende in Italia. Sì, col piffero…

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