BELOTTI, YARA GAMBIRASIO E IL PM DA RIMUOVERE

di TONTOLO

Proprio stamattina, fra un grigioverde e un caffè corretto, m’è tornato alla mente questo aforisma di Eschilo: “Non vi è riparo allo sterminio per l’uomo che, imbaldanzito dalle ricchezze, ha diroccato il grande altare della giustizia”. Me lo son ricordato perché sul bugiardino di Bergamo c’era la faccia di Daniele Belotti, al secolo cartolaio e anche un po’ edicolante, ma che grazie alla politica è assurto al ruolo di assessore regionale in Lombardia.

Oggi, questo pincopallo del celodurismo, nonché goliardica macchietta padana – che ha costruito la sua carriera a suon di demagogia – ne ha inventata un’altra: ha lanciato una raccolta firme per chiedere la revoca del pubblico ministero che sta indagando sull’omicidio di Yara Gambirasio, la ragazzina ritrovata morta in Bergamasca lo scorso anno dopo un lungo periodo di ricerche.

Perdinci, ho pensato, ma le studiano proprio tutte questi politiconi per nascondere le loro malefatte e i problemi che hanno in casa loro. Mi son chiesto: perché non raccoglie le firme per recuperare i milioni che ha investito il suo partito in Tanzania e magari ridarli ai militanti per pagarsi le sedi? O ancora, perché non raccoglie le firme per far piazza pulita dei pregiudicati che ci sono nel Carroccio?

La strumentalizzazione politica della morte di una giovane, su cui ancora ci sono indagini in corso, è sembrata anche a me – che son Tontolo, ma non indelicato – una mossa patetica e persino un po’indegna. Tra l’altro – pensandoci su bene – mi sono anche ricordato che il Belotti (curvaiolo della Nord e atalantino sfegatato) non è nuovo a far sponda con le inchieste della magistratura per trovare un po’ di visibilità. Il giorno dopo che Doni è stato ingabbiato per il calcio scommesse, è corso – insieme al suo amicone Giacomo Stucchi – a trovare l’attaccante neroazzurro dentro le patrie galere cremonesi, quasi a dimostrare che il capitano della Dea era innocente come una verginella e che i pubblici ministeri stavano sbagliando tutto. Come è andata a finire lo sappiamo: Doni ha ammesso tutte le colpe e si è dichiarato colpevole.

Fossi nei genitori di Yara, chiederei al Belotti di girare alla larga.

P.S. Un amico al bar mi ha dato una foto di Daniele Belotti in carriera.

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