I bookmaker inglesi hanno sbagliato. La Bellon è arrivata ultima

di TONTOLO

A leggere i comunicati che ha mandato il suo portavoce, già suo ex, alla redazione di questo giornale c’è da rimanere basiti. Roba forte, pesante – scritta sotto l’effetto di qualche “ombra” forse -, che però ci sembra fare a pugni col risultato ottenuto a Treviso dalla signorina Bellon ed Indipendenza Veneta. Leggiamo insieme:

TITOLO 1: I bookmaker inglesi: Alessia Bellon prossimo sindaco di Treviso. Ciumbia! E’ datato 20 maggio e riporta queste parole: “Per quanto riguarda il sondaggio utilizzato da Ladbrokes a contendersi infatti la poltrona di sindaco sarebbero nientemeno che Alessia Bellon e Giovanni Manildo, con il secondo che nel primo turno prevarrebbe con il 28% dei voti, contro il 20% dell’unica candidato sindaco donna. Nel secondo turno il sondaggio prevede invece il sorpasso di Alessia Bellon, con un netto 56% contro il 44% del rappresentante del centro-sinistra che non riuscirebbe a sfondare nell’elettorato moderato, com’è ovvio che sia a Treviso”. La neo-sindachessa trevigiana è stata la meno votata della città, con un 2,1% personale e l’1,83% della sua lista. In attesa del ballottaggio ovviamente…

TITOLO 2: Alessia Bellon: Troppe risorse sul Giro e poche per l’emergenza nubifragio. Inoltre: “Alessia Bellon, in “maglia rosa”, ha presentato il programma e diventa il candidato sindaco più popolare in rete”. Per come è andata, mi sa davvero che ha “sbusato” la gomma…

TITOLO 3: Alessia Bellon: “Daremo un assegno sociale di 150 euro a ogni famiglia per compensare le troppe tasse comunali”. Un po’ poco venetista, ma molto napoletan-berlusconiana come strategia. Colpa degli elettori che non l’hanno capita, però. Probabilmente stanno aspettando la restituzione in contanti dell’Imu promessa da Brunetta, loro corregionale. Eppure il suo “spin-doctor” aveva anche rilanciato paragonandola ad eroici, e leggendari, personaggi del passato: “Alessia Bellon come Robin Hood: “Io difendo i cittadini di Treviso, i miei concorrenti sono statalisti”. Per ora, lo sceriffo di Nottingham dorme ancora sonni tranquilli…

TITOLO 4: Alessia Bellon: “un taglio agli errori del passato, idee chiare e democrazia diretta per ridare il sorriso a Treviso”. Questo comunicato è precedente agli altri due e dice: “Nessuno di loro (i candidati avversari, nda) merita la fiducia dei trevigiani. Non la merita Manildo, che ha il record di assenteismo in consiglio comunale e ha una visione statalista e dirigista. Non la merita Zanetti, che in cambio di un seggio al senato ha regalato Treviso all’orda leghista, non la merita Mauro che fino a ieri faceva colazione con loro, non la merita Gnocchi, il cui gruppo in 5 anni di consiglio comunale ha dimostrato di non essere in grado di portare alcun risultato concreto. E non la merita ovviamente Gentilini, che in 20 anni ha portato Treviso ad essere una città fantasma che oggi ha paura persino del placido fiume Sile”. Ma come, se la prende anche con il vecchio “sceriffo” (non di Nottingham) razza Piave? Ma se il loro presidente onorario, Alessio Morosin, con tanto di applausi e battimani, lo aveva iscritto d’ufficio a Veneto Stato (quando questo era il nome di IV, prima che perdessero la causa con l’altra metà del partito)? Cliccate qui, questo è il video. Oppure anche questo.

TITOLO 5: A Treviso l’italianista Gentilini ostaggio degli indipendentisti veneti di Alessia Bellon. Continua così: “La cosa appare abbastanza paradossale per un vecchio nostalgico italianista come Giancarlo Gentilini, al secolo “lo sceriffo”, ma il suo destino nel ballottaggio appare ora legato in modo decisivo alle indicazioni di voto che darà Indipendenza Veneta. Sommando infatti i voti delle coalizioni in lizza nel capoluogo della Marca e dei probabili orientamenti di voto già emersi dopo un giorno, i due contendenti paiono incollati perfettamente in un perverso equilibrio che li vede entrambi al 49%. Per conoscere le sorti di Treviso diventa quindi fondamentale la scelta che farà Alessia Bellon…”. 

Ora, io che son Tontolo ma non Tontolon, lo dico da un pezzo che Gentilini è un po’ come Tosi, attaccato più al tricolore e al fascio Littorio che non al Leone di San Marco. Ma a Vedelago (sempre nel trevigiano), dove Indipendenza Veneta ha raccolto il 17,93% dei consensi, è stata eletta Cristina Andreatta (foto) che, come prima uscita s’è presentata in pubblico con un bel mazzo di fiori bardato di un fascione “verde-bianco-rosso”.  Ah forse son mi el mona, go capio: dev’essere che la via dell’indipendenza assomiglia a quella per l’inferno. E’ lastricata di un sacco di buone intenzioni…

 

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