EQUITALIA: CHI INDOSSA UNA DIVISA NE PAGA LE CONSEGUENZE

di PAOLO VISNOVIZ

«Il gabel­liere, nell’ordinamento medie­vale, era un pub­blico uffi­ciale inca­ri­cato della riscos­sione delle gabelle o tasse indi­rette. In realtà era una figura a metà fra l’ufficiale pub­blico e un libero pro­fes­sio­ni­sta, con­ces­sio­na­rio in pro­prio, in quanto una per­cen­tuale dei pro­venti deri­vanti dalla riscos­sione delle impo­ste gli era dovuto». (Wiki­pe­dia)

Si sus­se­guono atten­tati con­tro le sedi di Equi­ta­lia. Oggi 4 molo­tov, di cui due ine­splose a Livorno, ma sono ormai innu­me­re­voli (più di 250 a gen­naio di quest’anno) gli atti van­da­lici che si som­mano ai pro­iet­tili inviati via posta, le mani­fe­sta­zioni e le pro­te­ste. Ovun­que soli­da­rietà alla cate­go­ria, ovun­que indi­gna­zione per degli “impie­gati che fanno solo il loro dovere, appli­cando delle leggi di cui non hanno nes­suna responsabilità”.

Le leggi sono indub­bia­mente sba­gliate e col­pi­scono solo i più deboli, quelli facil­mente iden­ti­fi­ca­bili e ricat­ta­bili: chiun­que sia pro­prie­ta­rio di una abi­ta­zione, una azienda, un’automobile, ecc. Gli eva­sori, quelli veri, se ne fre­gano. E spesso abi­tano i piani più alti delle Isti­tu­zioni o delle Aziende di Stato. Le somme richie­ste, per l’uomo comune, som­mate ad inte­ressi di mora, a quelli per una even­tuale rateiz­za­zione, alle san­zioni, ecc. quasi rad­dop­piano l’importo della somma dovuta, pre­tesa con un codice, senza fornire spie­ga­zione alcuna. Per chia­ri­menti rivol­gersi allo “spor­tello amico”. Amico?!

Lo Stato sba­glia almeno due volte: la prima ad aver con­tri­buito ad aggra­vare una crisi eco­no­mica con poli­ti­che depres­sive, impo­ve­rendo tutto il cir­cuito eco­no­mico nazio­nale in modo miope ed idiota. Basti pen­sare all’aumento delle accise sui car­bu­ranti, aggra­vate dall’incremento di un punto dell’Iva che non hanno pro­dotto cre­scita del get­tito era­riale, bensì la sua ridu­zione, cau­sata da una for­tis­sima con­tra­zione dei con­sumi di pro­dotti petro­li­feri e non solo. Nor­male dina­mica di mer­cato. Se un bene diventa ecces­si­va­mente costoso, i con­su­ma­tori cer­cano alter­na­tive o vi rinun­ciano. E se quel bene è vitale per il ciclo eco­no­mico ne risen­tirà ogni com­parto, a cascata. Ciò nonostante, ben sapendo delle dif­fi­coltà in cui hanno cac­ciato la mag­gior parte dei con­tri­buenti, hanno ina­sprito — ed è que­sto il secondo grave errore — la moda­lità di riscos­sione di quanto preteso.

Come si diceva, le san­zioni sono ecces­sive, quindi ingiu­ste, ma si ven­gono a som­mare su di un even­tuale dovuto già ini­quo in ori­gine, visto i livelli di tas­sa­zione in essere (70% sul red­dito d’impresa, 45,3% sul Pil). Il cit­ta­dino è messo in con­di­zione di non potersi difen­dere — nep­pure se vit­tima di palesi errori — in quanto può fare oppo­si­zione, ma per acce­dere al con­ten­zioso — oltre ad affron­tare le spese legali — deve ver­sare comun­que il 50% di quanto richie­sto (atten­zione, richie­sto non dovuto) attra­verso Equitalia. È una for­mula ricat­ta­to­ria ed ingiusta.

Se a que­sta situa­zione, già di per sé esplo­siva, si som­mano com­por­ta­menti arro­ganti da parte dei fun­zio­nari, ecco spie­gati gli atten­tati con­tro Equi­ta­lia. Reto­rica vuole che ricor­rere alla vio­lenza sia sem­pre sba­gliato. Balle!, così ragio­nando ci sarebbe ancora il nazi­smo a gover­narci. La vio­lenza (quando non è gra­tuita o nasce per pre­va­ri­care) è una rea­zione umana ai soprusi subiti. Ci è stato inse­gnato così nelle scuole di que­sto Paese, in ogni ordine e grado, osan­nando l’eroica resi­stenza par­ti­giana. Il numero di atten­tati nei con­fronti di Equi­ta­lia indica che sono com­piuti in modo spon­ta­neo da sog­getti diversi, non neces­sa­ria­mente orga­niz­zati, privi di stra­te­gia poli­tica, det­tati da una esa­spe­ra­zione lar­ga­mente dif­fusa. Non sono i bri­ga­ti­sti ad aver indi­vi­duato in Equi­ta­lia un ber­sa­glio, a gam­biz­zare i suoi diri­genti, siamo di fronte a qual­cosa che asso­mi­glia sem­pre più ad una rivolta popo­lare spontanea.

Befera pia­gnu­cola che i suoi dipen­denti pro­vano “demo­ti­va­zione e paura” con riflessi anche sui “risul­tati” e invoca aiuto dal Governo. È esat­ta­mente il frutto della semina, un riflesso con­di­zio­nato a dei com­por­ta­menti ingiu­sti e ves­sa­tori. Ed è inu­tile cer­care di giu­sti­fi­carsi affer­mando che i dipen­denti di Equi­ta­lia fanno solo il pro­prio mestiere e non hanno colpa alcuna. Non è così, chi indossa una divisa ne paga le con­se­guenze. Lo Sce­riffo di Not­tin­gham è il primo respon­sa­bile, ma nes­suno piange i suoi gabel­lieri quando ven­gono tra­fitti dalle frecce di Robin Hood. Sono “cat­tivi” anch’essi, per anto­no­ma­sia. Per iper­bole, al pro­cesso di Norim­berga la stra­te­gia di difesa più comune era quella di affer­mare “ese­guivo solo gli ordini”. Basta que­sto per allon­ta­nare da se stessi ogni respon­sa­bi­lità? Quando si ese­guono degli atti che por­te­ranno al pigno­ra­mento di abi­ta­zioni, chiu­de­ranno pic­cole aziende arti­giane, ridur­ranno intere fami­glie sul lastrico con­dan­nan­dole defi­ni­ti­va­mente alla fame e all’indigenza, get­tan­dole in mezzo alla strada, basta affer­mare “fac­cio solo il mio lavoro” per non essere con­si­de­rati cor­rei? La Sto­ria lo nega.

È un iper­bole, come già detto, fare certi para­goni. Un conto è salire in mon­ta­gna per com­bat­tere una dit­ta­tura, altro è pas­sare alle vie di fatto per non pagare delle impo­ste, per quanto ingiu­ste esse siano. Il ricorso alla vio­lenza, in una società civile, dovrebbe essere solo un ver­go­gnoso ricordo. Ma l’impressionante numero di casi di cui sopra, quo­ti­dia­na­mente regi­strati dalle cro­na­che, dovreb­bero far com­pren­dere chi governa che la dire­zione presa è com­ple­ta­mente sba­gliata. Sba­gliata ed estre­ma­mente pericolosa.

*zonadifrontiera.org

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

PROSEGUE LA MARCIA FUNEBRE DELLA GRECIA

Articolo successivo

SPAGNA: TROPPO CEMENTO! ANCHE QUI EURO A RISCHIO