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Bce carica bazookka per pandemia: altri 500 miliardi per tamponare la crisi. Ma a chi andranno?

La Bce ricarica il bazooka deputato a traghettare l’Eurozona fuori dalla crisi economica. Come previsto, la ‘ricalibrazione’ annunciata da Francoforte porta a mercati e investitori un grande regalo di Natale, andando anche oltre le previsioni degli analisti. Il pacchetto annunciato dalla presidente Christine Lagarde prevede nuova liquidità a tassi ultra agevolati per le banche, potenziamento del Qe ‘pandemico’ di ulteriori 500 miliardi di euro, la conferma dei tradizionali acquisti sui titoli di Stato e il costante monitoraggio di inflazione e euro.

Il messaggio lanciato da Francoforte all’Eurozona è chiaro: evitare acque agitate per uscire dalla tempesta Covid. Il potenziamento di ulteriori 500 miliardi del Pepp – ovvero il Pandemic emergency purchase programme -, già a quota 1.350 miliardi, dà al mondo finanziario europeo una dotazione di 1.850 miliardi per tamponare gli effetti della crisi. E se è vero, ha chiarito Lagarde, che questa cifra potrà non essere usata del tutto, o ricalibrata, gli investitori almeno fino a marzo 2022 possono contare su un cuscinetto più stabile. “Questo, insieme a ulteriori operazioni di finanziamento delle banche a tassi straordinariamente bassi, dovrebbe a nostro parere mitigare le preoccupazioni sul destino dell’Europa”, commentano non a caso gli analisti di Western Asset.Al potenziamento del programma di acquisto titoli si aggiunge una nuova spinta alla liquidità bancaria. Francoforte ricalibra infatti ulteriormente le condizioni applicate alle operazioni di rifinanziamento bancario a più lungo termine (Tltro-III).

In particolare, la Bce ha deciso di estendere di 12 mesi, fino a giugno 2022, il periodo nel quale si applicheranno condizioni considerevolmente più favorevoli. Tre operazioni aggiuntive saranno inoltre condotte fra giugno e dicembre 2021 e l’ammontare che le controparti potranno ottenere in prestito nelle operazioni sale dal 50% al 55% del rispettivo stock di prestiti idonei.La Bce è d’altra parte consapevole che la tempesta-Covid è ancora in atto. Lo conferma la revisione al ribasso delle stime sull’andamento dell’area euro nei prossimi mesi. Dopo un calo atteso al 2,2% nel quarto trimestre, Francoforte stima una contrazione del Pil pari al 7,3% nel 2020. Seguono un rimbalzo del 3,9% (dal precedente +5%) nel 2021 e un aumento del 4,2% nel 2022. “Le nostre stime sono state riviste al ribasso, ma i rischi al ribasso sono meno pronunciati”, rimarca Lagarde in conferenza stampa, dando qualche segnale di speranza. “Siamo abbastanza certi che alla fine del 2021 avremo raggiunto un sufficiente grado di immunità” al Covid-19, ribadisce Lagarde, “per fare in modo che l’economia torni a funzionare sotto normali condizioni”.

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