Battuti dalla Germania sul turismo. Bernardelli: Complimenti ai governi “impegnati” in poltrone o immigrazione

di Roberto Bernardelli – Parlo da politico ma anche da imprenditore. I dati forniti da Coldiretti sono funerei. La pandemia ha sconvolto la mappa del turismo in Europa con la Germania che sorpassa addirittura l’Italia e si classifica come la principale destinazione turistica del Vecchio Continente.

Abbiamo il patrimonio turistico più importante del mondo ma riusciamo a farci sorpassare dai tedeschi. Che non hanno le nostre città d’arte, le Dolomiti, il mare, le coste spettacolari, i musei con la ricchezza d’arte che tutti ci invidiano.

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Eurostat dai quali si evidenzia che l’Italia nel 2020 è scesa ad appena 203 milioni di pernottamenti per effetto del crollo del 53% contro i 261 milioni della Germania (-40%) mentre la Spagna si posiziona al terzo posto con quasi 144 milioni (-69%). A pesare sul drammatico crollo delle presenze in Italia – sottolinea la Coldiretti – è stata soprattutto la mancanza di turisti stranieri con un calo del 70% dei pernottamenti dei non residenti mentre la diminuzione del turismo domestico è stata del 36%. L’assenza di stranieri in Italia grava sull’ospitalità turistica nelle mete più gettonate che risentono notevolmente della loro mancanza anche perché – sottolinea la Coldiretti – i visitatori dall’estero hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa. Ad essere penalizzate sono state soprattutto le città d’arte, come Firenze e Venezia, Roma e Napoli, che sono le storiche mete del turismo dall’estero, ma anche gli oltre 24mila agriturismi nazionali dove gli stranieri in alcune regioni secondo Campagna Amica rappresentano tradizionalmente più della metà degli ospiti.

In compenso abbiamo un governo dietro l’altro che non ristora, che tratta il turismo come una appendice e il settore della ristorazione alberghiera come un suppellettile. Alla fine, se si chiude baracca, i partiti si chiedano chi li manterrà pagando le tasse, garantendo gli stipendi alla politica inconcludente.

Ma va tutto bene, ovviamente, e l’autonomia tanto non serve. Lo dico anche al governo dei migliori.

Onorevole Roberto Bernardelli, presidente Grande Nord

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