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Basta menare il torrone dell’autonomia

di GIULIO ARRIGHINImiglio poltrona

E’ da anni che si mena il torrone dell’autonomia e lo si fa in tutte le salse, in tutti i governi. Della parola autonomia ci si riempie la bocca come quando ci si riempiva la bocca con la parola secessione o federalismo o devolution. Serviva per avere voti, diciamocelo chiaro e tondo.

Ci hanno chiesto cosa faremo davanti al referendum consultivo approvato dal consiglio regionale lombardo nei giorni scorsi per chiedere autonomia. Praticamente l’andare col cappello in mano a chiedere un pezzo di libertà in più. Non sarebbe male, certo, conquistare più libertà, se non fosse che questo processo appare un episodio di una favola di Esopo, la volpe e l’uva ad esempio. Non dimentichiamo  che un negoziato, sulle stesse competenze, venne aperto dalla Lombardia nel 2006 e e ufficialmente fu avviato il tavolo col governo nel 2007, come già il nostro quotidiano ha documentato. E che ne fu? (http://www.lindipendenzanuova.com/flop-storici-quando-dal-2007-la-lombardia-apri-le-trattative-con-roma-per-lautonomia-ma-dal-2008-non-governava-anche-maroni/)

Ce lo chiediamo, perché nel maggio del 2008 Prodi lasciò il posto al governo Berlusconi e alla schiera cantante di ministri della Lega. Compreso quello per le riforme, o ci sbagliamo? Ministro per il Federalismo era Umberto Bossi, al Decentramento c’era l’amico Brancher e all’Economia l’altro amico Tremonti, all’Interno, quindi a tutta la partita degli enti locali, c’era Roberto Maroni, alla Semplificazione Calderoli. E del negoziato per l’autonomia lombarda che ne è stato? Lo chiediamo ai protagonisti di quegli impareggiabili anni in cui l’autonomia fu un ufficio del ministero per la Semplificazione a Palazzo Reale a Monza.

Ne vogliamo parlare? Possiamo credere a tutto, anche che domani andremo sulla Luna, ma ci basta vedere che il Pd non appoggia il referendum considerandolo pretestuoso e strumentale. Come non dargli ragione? Ci pare un grande specchio industriale per le allodole. Magari ci potremmo ricredere, davanti ad atti coraggiosi verso una reale autodeterminazione politica e amministrativa della Lombardia. Diversamente, ci viene da pensare che Miglio aveva ragione quando sosteneva che l’autonomia, rispetto alle conquiste possibili per emanciparsi dallo Stato centrale, era una cosa per poveretti.

Segretario Indipendenza Lombarda

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2 Comments

  1. Tutto vero. Che fiume di chiacchiere ha accompagnato il cammino della lega senza concludere nulla. Adesso per mettere le cose a posto, al prossimo congresso, cancelleranno l’articolo 1, quello che parla di indipendenza della Padania in modo che non risalti l’enorme contraddizione tra ciò che è scritto ed il comportamento quotidiano degli uomini della Lega. Il Maroni è soddisfatto perché è passato il referendum consultivo sull’autonomia: obiettivo da pezzenti se paragonato con quello più impegnativo della secessione; il tutto però in un momento in cui il pentolaio fiorentino, con il suo codazzo di cialtroni che giocano a fare gli uomini e le donne di governo, si apprestano, con le modifiche alla stantia costituzione italiota, a ridurre gli spazi delle autonomie verso un accrescimento del centralismo. Però, riconosciamolo, con la brillante idea del referendum sull’autonomia, i cadregari leghisti possono tirare a campare ancora qualche anno. O almeno lo sperano loro.

  2. già nell’ antico 1995, quando il falso autonomista, il nemico numero 1 del nord, il bossi, ha distrutto il primo governo Berlusconi facendolo cadere e PERDENDO IL 70% DEI VOTI NELLE ELEZIONI successive…Ora abbiamo sempre la lega che monta e cavalca l’ autonomia del Veneto e ora credo anche la Lombardia….Bravi loro che riescono sempre a rinc.. la gente e caricarla in modo da essere votati…Ebbene, spero di sbagliarmi, ma dopo le elezioni regionali di tutte le URLATE di Salvini, di Zaia e compagni di merende NON NE SENTIREMO PIù NULLA, SE NON L’ ECO SI QUELLA POCA MEMORIA CHE IL POPOLINO HA….loro, questi bugiardi patentati mangiano e bevono su promesse che NON VOGLIONO realizzare, non vogliono attuare neanche minimamente…Roma ha giocato bene le sue carte dando spazio a gente come salvini, Zaia, Tosi…tutti MOLTO FEDELI A ROMA Ladrona!!

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