MARIO BALOTELLI, IL PEGGIO ITALIANO D’ESPORTAZIONE

di TONTOLO

Non posso occuparmi sempre dei politici, che son dei gran fornitori di idiozie e farloccate varie. Ogni tanto, mi tocca anche guardare all’altro mondo, quello dove il tifo ricorda un po’ quello della politica, due generi che seguo senza riuscire ad appassionarmi per davvero.

Oggi, mi devo occupare di un italiano vero: Mario Balottelli. Quelli del mio paese, al bar della Gisella, dicono che l’è un “matucù”, uno stupidone insomma. Per lui, bambinotto coi piedi sopraffini e la scatola cranica troppo grossa per il contenuto incorporato, c’è in vista una stangata perchè – ho letto sulla rosea –  rischia fino a nove giornate di squalifica dopo la sciagurata prestazione di domenica scorsa contro l’Arsenal.

Ricapitolando: l’attaccante del Manchester City del Mancio è stato espulso per doppia ammonizione allo scadere dell’incontro, ma già in precedenza era stato protagonista di un brutto intervento con il piede a martello, all’altezza del ginocchio di Alex Song. Un tackle meritevole di rosso diretto, non visto dall’arbitro Martin Atkinson. Ora però la prova tv rischia di allungargli la squalifica, scrive oggi il Daily Mail. Secondo il regolamento disciplinare della Fa Balotelli dovrà contare una squalifica di tre giornate: una per la doppia ammonizione, altre due perchè si tratta della terza espulsione stagionale. Balotelli era stato infatti espulso anche il 27 novembre ad Anfield contro il Liverpool e aveva ricevuto quattro giornate di squalifica, sanzionate dalla prova tv, per un pestone a Scott Parker durante l’incontro con il Tottenham (22 gennaio). Qualora il giudice sportivo decidesse di punirlo anche per l’intervento in tackle su Song, la squalifica verrà allungata di tre giornate per l’espulsione «per prova tv», più altre tre per la recidività (ovvero la quarta espulsione in stagione).

Quando penso a Balottelli, penso a certi italioni emigrati all’estero. Quando te li trovi di fronte, la prima cosa che cerchi di fare è evitarli, anche perchè mi torna alla mente un aforisma di Roberto Gervaso che dice così: “L’italiano confonde facilmente la libertà con i propri comodi. Anzi, con i propri comodacci”.

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