Ballabio, esiste un addetto all’esposizione delle bandiere

di REDAZIONE

Noi la buttiamo sul ridere, ma una pagina come quella pubblicata in questi giorni sull’albo pretorio del Comune di Ballabio fa riflettere. Beninteso, è una vicenda grottesca ma “universale” (almeno per l’Italia) e dunque non è riferita al singolo ente locale. Leggere per credere…

La premessa necessaria è che l’atto presente in questa pagina, estratto appunto dal sito web del Comune di Ballabio, probabilmente sarà roba ordinaria per chi si occupa di burocrazia. Ovvero, potremmo rinvenirne di simili anche in altri Albi pretorii; quindi l’oggetto della critica non è tanto o solo questa amministrazione comunale bensì la logica (che a noi appare comunque perversa) secondo la quale, per dire a un vigile che deve occuparsi delle bandiere esposte fuori dal municipio, bisogna trascrivere un intero decreto – con tanto di firma del sindaco e accettazione da parte dell’agente di Polizia Locale.

La qual cosa, immaginiamo, avrà comportato come minimo la stesura e registrazione da parte di un ufficio (Segreteria), visione e sottoscrizione del primo cittadino, notifica (l’avrà fatta l’altro vigile?), firma per ricevuta nonchè l’opera di qualcuno che avrà pubblicato l’avviso sull’Albo…

D’altra parte, “Scopo della burocrazia è di condurre gli affari dello Stato nella peggior possibile maniera e nel più lungo tempo possibile“. Lo scriveva Carlo Dossi, scrittore, archeologo, segretario particolare di Crispi e governatore dell’Eritrea. Forse però l’aforisma migliore in materia è quello attribuito a Honorè De Balzac, il quale disse che “La burocrazia è un meccanismo gigante mosso da pigmei“.

A voi il formidabil “Decreto di nomina ecc ecc.”. Datato 2 gennaio, pubblicato tra agosto e settembre.

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