Aziende di Stato, ecco i nomi dei “boiardi” voluti da Renzi

di REDAZIONE

Vertici rinnovati e tre donne alla presidenza di Eni, Enel e Poste. Il governo ridisegna la geografia delle societa’ partecipate e indica i nomi che per il prossimo triennio guideranno i gruppi industriali piu’ importanti del Paese. All’Eni, dopo tre mandati consecutivi affidati a Paolo Scaroni, approda Claudio Descalzi, direttore generale della Divisione Exploration & Production, il cuore delle attivita’ dell’azienda. Alla presidenza del Cane a sei zampe arriva Emma Marcegaglia, ex presidente di Confindustria e amministratore delegato del gruppo Marcegaglia, azienda di famiglia attiva nella produzione di tubi e trafilati in acciaio al carbonio.

Descalzi, un fisico alla guida di Eni, Moretti: ingegnere trasporti da Fs a Finmeccanica, Starace, da 14 anni nel gruppo Enel,  Caio, uomo delle tlc guidera’ Poste verso la borsa Quanto a Fs c’e’ tempo fino al 9 maggio, data della prima convocazione dell’assemblea di Finmeccanica, per indicare il sostituto di Moretti: la scelta comunque potrebbe arrivare prima di quella data e i nomi che circolano con piu’ insistenza sono quelli di Domenico Arcuri e di Michele Mario Elia, ad di Rfi.

Ecco i nomi:

Eni: Claudio Descalzi è il nuovo amministratore delegato di Eni. Presidente: Emma Marcegaglia. Descalzi prende il testimone da Paolo Scaroni, Marcegaglia da Giuseppe Recchi.

Enel: Francesco Starace è il nuovo amministratore delegato, mentre Patrizia Grieco sarà il presidente. Il rinnovo del Cda è previsto per l’assemblea convocata per il 22 maggio.

Finmeccanica: Mauro Moretti diventa amministratore delegato e Gianni De Gennaro presidente di Finmeccanica. Il rinnovo del Cda è previsto nell’assemblea convocata per il 9 e il 15 maggio. “Il ministero” si legge in una nota di Palazzo Chigi “titolare del 30,2% del capitale, depositerà presso la sede della Società la seguente lista per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione: Gianni De Gennaro, Mauro Moretti, Marta Dassù, Guido Alpa, Alessandro De Nicola, Marina Calderone, Fabrizio Landi”.

Poste italiane: Francesco Caio amministratore delegato e Luisa Todini presidente. “Il Ministero, titolare del 100% del capitale” si legge nella nota di palazzo Chigi “delibererà la nomina dei seguenti membri del Consiglio di Amministrazione della Società per il triennio 2014-2017: Luisa Todini, Francesco Caio, Roberto Rao, Antonio Campo dall’Orto, Elisabetta Fabbri”.

“Desidero augurare buon lavoro ai nuovi vertici di Enel, Eni, Finmeccanica e Poste italiane. Una squadra di professionisti di grande qualità e riconosciuta autorevolezza che, sono sicuro, lavoreranno per raggiungere gli obiettivi strategici ambiziosi di società che rappresentano asset fondamentali per il Paese”. È quanto si legge in una nota del premier, Matteo Renzi. “Sono particolarmente soddisfatto per la forte presenza femminile, segno di un protagonismo che chiedeva da troppo tempo un pieno riconoscimento anche da parte del settore pubblico, in linea, anzi all’avanguardia, rispetto alle migliori esperienze europee ed internazionali. Il tetto fissato per le indennità dei Presidenti delle società, che passano in alcuni casi da cifre a molti zeri a 238mila euro annui lordi, costituisce una novità che speriamo si imponga come una best practice per tutta la Pubblica Amministrazione e il segnale di una ritrovata sobrietà di un settore pubblico non più distante dai cittadini. Desidero, infine, ringraziare i vertici uscenti per il lavoro svolto in questi anni – conclude Renzi – è anche grazie alla qualità del loro impegno che oggi è possibile portare avanti un cambiamento credibile e solido alla guida di queste società”.

 

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6 Comments

  1. Premetto che io ritengo controproducente che lo stato possieda aziende di sorta.
    Non concepisco lo stato capitalista imprenditore.

    La questione delle nomine , quindi, va di conseguenza.
    Un semplice rimestio nel bigoncio del letame.

    Però sono curiosi di conoscere se Moretti manterrà la promessa di alcune settimane fa.
    Che si sarebbe dimesso se gli avessero ridotto gli emolumenti di A.D.

    Mi interessa umanamente, giusto per vedere se costui ha le palle o meno.

  2. Il Paese é finito nel cesso e li ci rimarrà per molti anni a venire. Hanno iniziato la ripresa in modo sbagliato, allontanando i meriti e favorendo le ideologie di coloro che sperano di ottenere i frutti cagando.

  3. Renzi s’è ricordato proprio di tutti. Perfino il suo avvocato s’è beccato un posticino in cda di Enel…
    Se saltassero fuori ancora un po’ di controllate statali, potrebbe trovare un posto anche per il fruttivendolo, la panettiera, la lavandaia ed il giornalaio di fiducia…

  4. E’ stato “abolito” Scaroni, vicentino. Non importa, personalmente consiglio a tutti di far fuori tutti gli stocks italici ancora, eventualmente detenuti in portafoglio. Scaroni ha lavorato benissimo, non vi sono dubbi al riguardo. L’espulsione è una scelta politica: fuori un veneto da un’azienda troppo importante, non conta che sia un manager eccellente.
    Fuori i veneti dal’italia e fuori l’Italia dal veneto: con Renzi siamo d’accordo. Speriamo che mr Scaroni abbia la pazienza di attendere gli eventi, senza cedere a lusinghe troppo facili e sciocche.
    L’italia sta finendo male, ma tanto male… Se ancora lavorassi in uno dei suoi penosi Ospedali, saprei di non poter più fare carriera. Eh, già! 14 anni fa lasciai perché, tanto, senza appoggi di alcuni partiti politici, il primariato era escluso… Oggi, invece, sarebbe escluso, semplicemente, perché sono nato con un pene.
    E non sono gay, Zio can!

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