Avanti verso la Repubblica di Catalogna. Rizzi: anche la Padania non è un miraggio

di Monica Rizzi – Vi propongo un mix di notizie fresche arrivate dal popolo catalano. Ci dicono che non esistono sogni irrealizzabili ma promesse da mantenere. Per questo possiamo dire che la Padania non sia altrettanto un miraggio o una strana ambizione. Serve unità d’intenti e tanto, tanto coraggio. Come quello che dimostrano le parole che ora leggiamo: “Vogliamo far avanzare questo paese verso la repubblica catalana”: sono le parole con cui Pere Aragone’s, candidato del partito indipendentista catalano Esquerra Repubblicana (Erc) per la presidenza in questa regione spagnola, ha spiegato uno degli obiettivi principali dell’intesa raggiunta con Junts per Catalunya per un governo di coalizione. “Vogliamo mettere in pratica un progetto di trasformazione in ambito economico e sociale, a favore di questo paese e della sua gente”, ha aggiunto. Il nuovo governo avra’ anche il sostegno della sinistra radicale separatista della Cup.

L’accordo per la nuova coalizione di governo in Catalogna tra i partiti indipendentisti Esquerra Republicana (Erc) e Junts per Catalunya prevede la suddivisione “alla pari” fra le due formazioni dei 14 assessorati previsti. Lo ha spiegato in conferenza stampa Pere Aragone’s, leader di Erc e candidato destinato a essere eletto come presidente regionale. La sua formazione ha ottenuto piu’ voti rispetto a Junts. “Saremo leali l’uno con l’altro”, ha aggiunto Aragone’s. Jordi Sanchez, leader di quest’ultimo partito, ha spiegato che l’accordo verra’ sottoposto all’approvazione dei suoi iscritti “fra oggi e domani”. Sanchez, che sta scontando una pena in carcere per la sua partecipazione nel tentativi di secessione della Catalogna nel 2017, ha potuto presentarsi di fronte ai giornalisti grazie a un permesso penitenziario. La fumata bianca tra i due partiti e’ arrivata dopo una lunga fase di negoziazioni, durata tre mesi.

Avete letto bene, Sanchez è in carcere ma fa politica attiva. Le idee non le ferma nessuno. In Italia, invece, si cambiano colori e programmi solo per conservare il potere, a Roma, ovviamente, svendendo il Nord.

 

Monica Rizzi Segretario organizzativo federale Grande Nord

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