Autonomia, Bernardelli: Boccia ferma

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di ROBERTO BERNARDELLI – Afferma il neoministro per gli affari regionali, Francesco Boccia, che per quanto riguarda l’autonomia ferma al palo… “Io non voglio perder tempo, sono venuto qui perche’ penso che l’autonomia differenziata sia un punto fermo del programma del nostro governo. Vogliamo farla, e farla bene, ma in maniera coerente e deve diventare lotta alla diseguaglianze, tra Nord e Sud, tra Nord e Nord, tra Sud e Sud. Proporremo un modello che capovolge il meccanismo che finora e’ stato seguito”.

Bene, allora ci aspettiamo che il governo e la Lega, che è al tavolo delle trattative – Boccia usciva da un incontro con il governatore Zaia – al più presto indichino i tempi per il recupero del residuo fiscale e per avere quel 75% di tasse a casa nostra che stava in un contratto di governo tra presidenti di Regione e territori.

Diversamente, Boccia può spiegarci cosa intenda per lotta alle diseguaglianze. Perché io un’idea ce l’avrei. L’autonomia differenziata vuol dire poter avere autonomia fiscale, di spesa e di investimento. Significa che se si è capaci di far girare bene la scuola, la sanità, i trasporti, allora è inutile passare per lo Stato e subire una progressivo riduzione dei trasferimenti, tanto da avere 56 miliardi di tasse che dovrebbero tornare e che invece devono andare a colmare l’idea di diseguaglianza dei Boccia di turno.

Governatore Zaia, lei che ne pensa?

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