Auguri a tutti, e che il 2014 sia un anno cruciale verso l’indipendenza!

di GIANLUCA MARCHI

Cari lettori de L’Indipendenza,

nonostante tutte le difficoltà prodotte dalla crisi economica e incancrenite dalla realtà di un Paese sciagurato come l’Italia, colgo questa occasione per augurarvi ugualmente un sereno Natale e per auspicare che il 2014 possa essere un anno migliore. A qualcuno verrà da osservare che Marchi deve essere impazzito oppure che non ha più la cognizione del tempo, visto che all’avvio ufficiale delle feste natalizie manca ancora più di una settimana. Il fatto è che da domani mi assento per un periodo indeterminato: non sarà una vacanza bensì una degenza ospedaliera per un intervento chirurgico delicato e complesso. Dunque, mi tocca portarmi avanti, con l’augurio di ritrovarci quando tutto sarà passato. Potevo non dire nulla o fingere di essere in vacanza, ma per il rapporto che si è creato con molti lettori in questi ormai due anni di vita de L’Indipendenza, preferisco dire la verità, seppure evitando di entrare nel dettaglio.

Io mi auguro che il 2014 sia veramente l’anno in cui i processi di indipendentismo si inneschino senza ritorno: Scozia e Catalogna hanno fissato le date per i rispettivi referendum e allora tifiamo che ciò sia di buon auspicio anche per il Veneto, che su questa strada sappiamo essere più avanti di altri, almeno per quanto riguarda la Padania. Quello veneto sarà anche un banco di prova (uno dei tanti, ma forse il più importante) per dire se la nuova Lega di Matteo Salvini potrà definirsi davvero indipendentista, oppure per sentenziare che le parole ascoltate domenica dal neo segretario al Lingotto di Torino saranno state solo l’ennesimo tradimento.

L’anno nuovo dovrà dirci anche se il variegato mondo indipendentista padano avrà voglia di confrontarsi e trovare un minimo comun denominatore per dare sostanza alle proprie idee oppure se preferisce continuare in una sterile battaglia di testimonianza.

Il 2014 dovrà dirci anche se la rivolta targata “9 Dicembre” è destinata ad andare lontano oppure se rischia di infrangersi e smorzarsi fra divisioni, infiltrazioni, deviazioni e quant’altro. Conosco Lucio Chiavegato a sufficienza per credere nel suo indipendentismo e nella sua determinazione a non mollare, ma è anche vero che un movimento come quello non può vivere e radicarsi solo sulle spalle di un uomo: ci vuole che le truppe crescano e siano convinte della necessità di scendere in campo per tentare di dare la spallata a un sistema irriformabile.

L’Indipendenza continuerà a essere vicina e attenta a tutte quelle forme e manifestazioni che ritengono indispensabile il collasso dell’Italia per poter riprendere a respirare un’aria di libertà e di speranza. Qualche settimana fa vi ho ammorbato, per l’ennesima volta, con il fatto che ci sarebbe servito ancora un vostro piccolo sforzo per consentirci di chiudere senza danni il nostro pur magro bilancio. Ci siamo quasi vicini, per cui congedandomi da Voi (almeno per il momento!) chiedo, a chi può e lo ritiene, un ultimissimo “regalo” per permettere che anche la nostra piccola struttura abbia a poter trascorrere il suo umile Natale. Come fare, non è più nemmeno il caso che ve lo spieghi…

Auguri a tutti!

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