Atene, l’appello di Merkel: se fallisce l’euro cade tutto il gioco

di REDAZIONEmerkel grecia

Per il salvataggio finanziario della Grecia e la sua permanenza nell’eurozona serve un compromesso perche’ “se l’euro fallisce, l’Europa fallisce”, afferma la cancelliera Angela Merkel. L’Eurozona “non e’ una partita di poker, o vinciamo tutti o perdiamo tutti”, e’ il monito espresso dal presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. I toni usati fanno capire l’importanza della posta in palio nella trattativa tra Atene e Bruxelles. E quanto la partita sia delicata e drammatica, lo prova la richiesta del Parlamento Ue (avanzata dal capogruppo socialista Gianni Pittella) di tenere nelle prossime ore un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo da dedicare proprio al caso ellenico. Appuntamento che nelle intenzioni dovrebbe riportare i vari partner al tavolo della trattativa. A 48 ore dalla rottura delle trattative, le diplomazie provano a tornare in campo con le armi della persuasione. Come fa Juncker, che ha indetto una apposita conferenza stampa per spiegare la propria versione dei fatti e invitare i greci a votare “si'” al referendum di domenica. Il presidente della Commissione si e’ detto “rattristato e rammaricato dallo spettacolo di sabato”, quando “i giochi tattici, a volte populisti, hanno avuto la meglio”.

E nel mirino, cosi’, e’ finito direttamente Alexis Tsipras, da cui Juncker si e’ detto “deluso, sia a livello politico che come essere umano”: “Sarebbe bene che il governo greco dicesse la verita’ ai greci anziche’ semplificare il messaggio e dire semplicemente ‘no'”. Una eventualita’ del genere, infatti, “significherebbe ‘no all’Europa’”, “un messaggio disastroso per il seguito degli eventi”. Di qui l’invito a “votare ‘si” indipendentemente da quale sia la domanda posta”. Perche’ proporre l’immagine di “una democrazia contro altre 18” dell’Eurozona “non e’ un atteggiamento che si addice a una grande nazione”. E soprattutto, le versioni circolate sulla bozza non corrispondono a realta’: Juncker ha infatti smentito che la proposta di Bruxelles alla Grecia includa tagli a retribuzioni e pensioni: le misure caldeggiate da Bruxelles puntano piuttosto “a equita’ sociale e crescita”. E in ogni caso il governo di Atene puo’ modificare la proposta “purche’ i conti tornino”. Il rischio, pero’, e’ che le parole di Juncker polarizzino ulteriormente la situazione e, anziche’ facilitarla, rischia di complicarla ulteriormente. Come l’aver fatto capire di non considerare il referendum una soluzione obiettiva perche’ “i cittadini non leggono la Gazzetta ufficiale” e quindi non sanno esattamente su cosa votano.

Poco prima, nel corso di un’intervista a Rtl, il commissario europeo per gli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, aveva sottolineato che rimangono ancora “margini di trattativa” con la Grecia, e che Atene e’ a “pochi centimetri” da un accordo con i suoi creditori, spiegando poi che Juncker avrebbe presentato in giornata delle proposte. Sul tavolo tuttavia non ci sono sostanziali novita’. La precisazione e’ arrivata dallo stesso Moscovici, che in un tweet chiarisce che le proposte della Commissione europea sono “note e pubbliche”. “Abbiamo bisogno di continuare a discutere”, aveva sottolineato il commissario Ue per gli Affari economici, aggiungendo che la Commissione europea, lascia “la porta sempre aperta alle trattative. Moscovici e’ tornato anche sul referendum del 5 luglio: “Vorrei che Alexis Tsipras chiedesse ai greci di votare ‘si””, il referendum e’ “un momento democratico”, ma la Grecia “deve restare nella zona euro”. L’effetto Grexit intanto affonda la le Borse europee con i listini che crollano all’apertura dei merati e penalizza i titoli di Stato italiani. Vola infatti lo spread fra Btp e Bund tedeschi che in avvio di seduta ha sfiorato quota 200 punti per poi chiudere a 159 (venerdi’ scorso era a quota 123), mentre Milano a fine giornata perde il 5,17 per cento.

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