Apple, al top di sempre. Vale come un quarto del debito italico

di REDAZIONE

Apple regina del mondo. A 15 anni di distanza dalla quasi bancarotta, Cupertino si afferma come la societa’ che vale di piu’ di tutti i tempi: sulla scia dei rumors sul lancio del nuovo iPhone e del mini iPad, Apple sale fino a 665,15 dollari per azione, per una capitalizzazione di mercato di oltre 623,1 miliardi di dollari, quindi piu’ del precedente record toccato da Microsoft nel dicembre 1999 a 619,8 miliardi di dollari. Giusto per farci un’idea, l’azienda creata da Steve Jobs da sola vale come all’incirca un quarto del debito pubblico italiano.

Alla corsa senza freni di Apple si contrappone quella al ribasso di Facebook, che aggiorna i nuovi minimi a 18,75 dollari per azione, a fronte dei 38 dollari fissati nell’ipo, per poi chiudere la seduta a 20,01 dollari dall’upgrade di Rory Maher, analista di Capstone Investments. La sfiducia degli investitori, non risparmia neanche Groupon, dove e’ scattata la fuga dei grandi big che avevano scommesso fin dall’inizio sul sito di sconti online. Apple vale 200 miliardi piu’ di Exxon Mobil, la seconda societa’ per capitalizzazione di mercato mentre Microsoft, Wal Mart e Ibm completano la top 5.

E secondo gli analisti la corsa di Apple non e’ destinata a fermarsi: per molti Cupertino e’ ancora sottovalutata e dovrebbe aver un prezzo di 900 dollari per azione, a fronte dei 665,15 dollari attuali, divenendo cosi’ la prima societa’ con una capitalizzazione di mercato da 1.000 miliardi di dollari. Delusi dalle perfomance e con scarsa fiducia in quelle che avevano scommesso essere aziende in grado di trainare un nuovo boom di internet, gli investitori prendono le distanze da Facebook e Group, due delle ipo piu’ attese dell’ultimo anno, insieme a Zynga, anche lei pesante in Borsa. La caduta di Facebook, che nel corso della seduta brucia parte delle perdite di giornata e inverte rotta, alimenta le speculazioni sulla possibile inadeguatezza di Mark Zuckerberg alla guida dell’azienda, con alcuni che ne chiedono il cambio dello ‘status’ sul proprio profilo per quanto riguarda il lavoro. ”E’ senza dubbio un genio per aver lanciato la societa’, ma questo non si traduce necessariamente nel saper guidare una societa’ quotata”, affermano alcuni analisti, secondo i quali se i problemi persistessero il consiglio di amministrazione dovrebbe considerare un cambio al vertice. Facebook non e’ la prima societa’ ad avere difficolta’ nella transizione da start up a quotazione: altre aziende, come Yahoo! e Apple, hanno dovuto accantonare i loro fondatori e affidarsi a esterni almeno all’inizio, per poi tornare nella braccia di chi le aveva fondate, come nel caso di Cupertino con Steve Jobs. Secondo altri analisti, invece, Zuckerberg puo’ stare tranquillo perche’ l’essere il maggiore azionista gli garantisce di essere intoccabile.

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