Anpi Veneto contro i venetisti e il loro raduno: veri campioni di libertà!

di TONTOLO

Ormai siamo al delirio contro il venetismo e all’aspirazione di libertà e di indipendenza. Leggete questa notizia battuta dalle agenzie, come si suol dire in linguaggio giornalistico un po’ antiquato ormai (battere deriva dal fatto che le agenzie un tempo arrivavano per telescrivente, che battevano rumorosamente ogni parola.

«Il 25 aprile è la festa della Liberazione, dopo 20 mesi di resistenza sanguinosa, e così va celebrata. Altre cose, altre manifestazioni, non c’entrano nulla con lo spirito del 25 aprile. E, in ogni caso, siamo contrari a qualsiasi prospettiva di indipendentismo e di secessione del Veneto. Siamo anche contro chi vuole utilizzare la data del 25 aprile per finalità che non c’entrano nulla con la festa della Liberazione». Non usa mezzi termini Maurizio Angelini, presidente dell’Anpi Veneto che  spiega la sua posizione e della sua associzione a riguardo delle annunciate manifestazioni venetiste domani a Venezia, in occasione della festa del patrono San Marco. «Non si possono mescolare le due cose – spiega Angelini – la festa di San Marco è una festa religiosa, che viene celebrata da sempre a Venezia. Il 25 aprile è una festa del calendario civile in cui si riconoscono tutti, credenti e non credenti. Adesso i venetisti cercano di utilizzare questo spazio, questa data, che ripeto, ha un nome: Festa della Liberazione , conquistata dopo una lunga Resistenza che ha comportato lutti, morti, e sofferenze. Questo non si può accettare». Di più, il presidente dell’Anpi ribadisce con forza: «dopo di che, anche se i venetisti celebrassero la loro festa il 27 aprile, noi siamo comunque molto lontani dalle loro idee». In ogni caso il presidente dell’Anpi Veneto si dice fiducioso: «Le forze in campo si misureranno nelle piazze: sono convinto che saranno molti di più i veneti che parteciperanno alle cerimonie al fianco dei partigiani e dei rappresentanti dell’Italia, che a quelle indette dai secessionisti». 

A me che son Tontolo ma non tontolon viene un solo commento: eccoli i campioni a comando della loibertà che mostrano il loro vero volto!

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35 Comments

  1. Go desmentega’ de dir ke par mi sin dae primi pasi ke go fato, el me LEADER xe sta FRANKO ROCKETTA.

    E da Wikipedia lexo na buxieta:

    Franco Rocchetta è un politico italiano

    I vol ofendarlo mi penso… o no..?

    PSM
    WSM

  2. Dopo tanto e visto el me intarvento kirurgiko, son da fora pa incontrar el Matteo Salvini che pasava de qua. Dato che ghe jero me son fato far do tre foto insieme pa ea storia, e intanto che spetaimo kel rivase mi go dito e me soite monae rivolto ai presenti e kusi’ go dito:
    Ste tenti toxati e toxate el treno dea INDIPANDENSA se ga meso in moto e deso NOL SE FERMARA’ PI’ FIN KE NEL RIVARA’ A DESTINASION.

    Prova ne xe proprio el vintisinque de sto mexe in piasa de San Marko a Venethia e i so divieti taibani e podopo ko tute quee bandiere de a Republika Serenisima Venetha ea’ prasenti.

    I taibani ne voea robar anka sta festa mienaria, sti kax de IKONOKLASTI DE NATURA E BUXIARI..!!

    Son proprio drio semenar sto konseto:

    IL TRENO DEA INDIPANDENSA SE GA VERAMENTE MOSO… guai tirar i freni.

    Quindi dovemo far na sacrosanta INGRUMADA DE VENETHI SERENISIMI. Se vol zontarse anka dealtri pa darne na man dixemo ke no ne daria fastidio.

    Podopo ai insulti dei taibani e dei so koeaborasionisti del tipo de quei ko un braso eongo e uno korto e giuda de pasion rossa, no ghemo da tegner par gnente de konto.

    Montemo su sul treno dea INDIPANDENSA e freghemosene de quel ke i dixe sti kax de taibani. Stemo pero’ tenti de queo ke i fa… parke’ ori si ga i KARARMAI. I SCIOPI. E BONBE. E tanti altri atresi fati a posta pa tegnerne boni e soto de ori.

    Me rakomando bravi toxati e toxate, femo un bel grumo de INDIPANDENTISTI e kome venethi serenisimi RENDEMO ONOR AI KARCERAI PARKE’ I VOL KOME NIALTRI SOEO EA LIBARTA’ DEL NOSTRO GLORIOXO E SERENISIMO POPOEO VENETHO..!!

    Liquame in tel muxo a ki ne vol mal e sciavi sui.

    PSM
    WSM

  3. Dopo aver letto Pansa ho tolto dal mio vocabolario la parola liberazione.
    Il 25 aprile è San Marco! Punto e basta! Con buona pace dei così detti partigiani.

  4. Questi dell ‘ anpi sono proprio dei grandi ignoranti negazionisti della storia offensivi verso tutto il popolo veneto la festa d smarco c ‘ e ‘ da secoli alla faccia della tanto liberta’ che pensano di rapresentare . W s marco

  5. A go on sogno!
    A go on sogno da vivar vanti de morir e lè coeło de poder vedar, miłara de Veneti montegar so łe nostre Alpi sante e ke a miłara łi se raduna so łe piane dei 4 osari vixentini: del Cimon, del Paxoubio, de Axiago, del Gràpa
    e ke da łi, łi ghe sighe ai nostri morti, a l’Ouropa e al mondo intiero kel nostro canto no lè coeło barbaro e viołento de łi tałiani, el canto mamełego-roman de łi sasini de Cristo ma tuto naltro, na canta de paxe, de fradernetà e de ben;
    e ke dapò a miłara ognoun el porte on tricołor tałian a bruxar so l braxer del riscato e ke l’oxe alto: mi so veneto e no tałian e ke pì gnente me podarà costrenxar a portar sta orenda bandera ke ła gronda del sangoe de ła nostra xente veneta.
    No łi se vargogna mia łi alpini de ver sempre en man el tricołor tałian e de cantar l’orenda canta mamełega piena de viołensa e ke ła exalta łi sasini de Cristo.

    http://www.filarveneto.eu/wp-content/uploads/2014/02/Copia-2-di-osari2.jpg

    http://www.filarveneto.eu/wp-content/uploads/2014/02/site_logo-a.jpg

  6. Al di là delle boiate che dicono, il 99% dei membri dell’ANPI, per ovvie questioni demografiche, non è mai stato partigiano. Quindi che senso ha quell’organizzazione? A questo punto mi stupisco che non salti fuori anche un ANGI: associazione nazionale garibaldini italiani.

  7. Sono di Milano, ma domani sarò a Venezia per festeggiare e celebrare San Marco, oltre che per visitare nuovamente questa città unica, che rappresenta davvero una festa per tutti i popoli del mondo. Mi sono stufato di vedere le piazze occupate e le manifestazioni strumentalizzate da chi sventola bandiere rosse sporche di sangue, come quelle con la stella o la falce e il martello. Il 25 Aprile, che dovrebbe ricordare la liberazione dal nazifascismo, è una ricorrenza che i comunisti (o ciò che ne resta) hanno “sequestrato” da molti anni ormai. Questi “professionisti” dell’antifascismo militante, non sono in realtà nient’altro che dei fascisti anch’essi, dei fascisti “rossi”.
    Quando comunisti e fascisti rossi saranno definitivamente relegati nelle pattumiere della storia, proprio come i nazifascisti di cui credono di essere migliori, allora forse si potrà tornare a parlare davvero di “liberazione”. Intanto dico fanculo lo stato, fanculo i fasciocomunisti italioti, evviva San Marco e viva la libertà.

  8. Ancora oggi girano per le scuole raccontando le loro bugie. Mio nonno e 4 suoi fratelli si sono fatti 8 anni tra guerra e prigionia senza prendere un lira di pensione perche secondo loro combattevano dalla parte sbagliata, alcuni di loro con 10 giorni da partigiano la prendono e ancora oggi raccontano la barzelletta di aver liberato l’Italia. Gli alpini sono altra cosa e il gruppo veneto e’ il piu numeroso , io da nipote di una camicia nera e figlio di un alpino sono padre di due alpini e ex paracadutista non ho mai festeggiato il 25 Aprile e disprezzo profondamente i partigiani , posso giustificare il vostro risentimento verso i politici italiani ma non capisco come si possano fare dei ragionamenti su un etnia veneta conoscendo la storia della penisola, non siete le sole vittime di questa gentaglia e l’indipendenza non e’ la soluzione la vostra classe dirigente c’é dentro fino al collo .

    • Vogliamo essere liberi di vivere in un paese fatto a nostra misura. Il contesto unitario non ci dice più nulla, ne ha per noi prospettive. E’ così difficile da capire?

    • Gli Alpini? Non hanno mai combattuto una guerra difensiva dentro i loro confini. I paracadutisti, nemmeno. No comment a proposito delle “camice nere”.

  9. l’Anpi è un istituzione italiana. pertanto non è degna di fare commenti contro il Popolo Veneto. D’altra parte la storia insegna che il Popolo Veneto ha dato anche troppo in termini di vite umane per uno stato italiano irriconoscente, opprimente, mafioso e ladrone. VIVA IL POPOLO VENETO! VIVA L’INDIPENDENZA VENETA!

  10. Partigiani e patrioti veneti che si contendono il 25 aprile dovrebbero sfilare insieme. E quelli che tra i partigiani sono ancor vivi, domandarsi: “E’ per questa Italia scandalosa che io ho rischiato la vita, che i miei compagni sono morti, che abbiamo sofferto torture, paure, terrori e tremori sulle montagne, e il freddo e il gelo?” Dovrebbero chiederlo a se stessi, dovrebbero anche studiare la loro, di storia, quanti partigiani chiesero a gran voce l’abolizione di province e prefetti, il Normalista Carlo Ludovico Ragghianti, grande storico dell’arte, organizzatore della resistenza in Toscana, tra quelli. Una liberazione vera dal fascismo. Inascoltati, derisi. E se i partigiani superstiti difendono la Costituzione, ebbene, non si accorgono quanto essa sia stata e sia continuamente violata, tanto che le stesse istanze indipendentistiche, come ho messo in chiaro redigendo la Dichiarazione di indipendenza veneta, si fondano tanto sul ripudio della Costituzione, quanto, e forse anche più, proprio sulla constatazione della sua VIOLAZIONE, la violazione dei principi di democrazia su cui è stata fondata, nella deriva permanente delle libertà fondamentali, compresa quella di scegliersi i propri governanti tramite libere elezioni, che osserviamo accelerata a dismisura negli ultimi 4 anni. Di fatto, venuta meno per abbandono progressivo la Costituzione italiana, i popoli italiani hanno a fortiori il diritto, anzi il dovere di autodeterminarsi. Perché non hanno più alcuna norma fondamentale vigente. La delegittimazione costituzionale del governo italiano è la legittimazione per ogni istanza di autodeterminazione. Riflettano su questo, e che il 25 aprile si celebri la libertà come nel 1945. I partigiani sventolino il Gonfalone, perché il Tricolore che sventolarono nel 1945 ha tradito, per primi, proprio loro stessi. Non è più lo stesso, e forse anche essi ne saranno amaramente consapevoli, al tramonto della vita.

  11. Nello stemma dell’anpi c’è molto più rosso che bianco o verde e questo significherà ben qualcosa. Mi dispiace per quei pochi rimasti che, dopo averne passate tante, stavolta devono subirsi anche il cattofasciocomunismo senza poter fare niente.

  12. I partigiani …..
    Occorre innanzitutto verificare quanti siano in realtà e quanti ci marcino sopra.
    Ma prima di parlare occorre ristabilire alcune verità:
    1 ) la penisola italica è stata liberata dalle forze alleate e non dai partigiani.
    2 ) molte azioni dei partigiani erano rivolte a scatenare la reazione dei tedeschi con le rappresaglie e molti civili ne furono coinvolti. Questo risulta da documenti storici sulle strategie partigiane e l’attentato di via Rasella ne fu un esempio (in questo attentato vi furono anche vittime civili romane)
    3 ) tra i partigiani c’erano quelli che lottavano per una vera libertà di democrazia e quelli che lottavano per instaurare la dittatura del proletariato cosa assai diversa
    4 ) tra le stesse forze partigiane vi furono dissapori con qualche assassinio di partigiani cosidetti bianchi (chissà perché i rossi non venivano mai uccisi dai compagni partigiani piu’ democratici..)
    5) Gli eccidi e le ruberie, le nefandezze ed i massacri compiuti dai partigiani furono innumerevoli, di fatti tragici ne sono elencati e descritti in moltissimi libri e molti di noi ne hanno ancora testimonianza da coloro che ne furono testimoni. Le crudeltà erano infinite, dagli stupri, alla tortura, alle inutili violenze psicologiche, alle uccisioni gratuite, per odio o per la semplice antipatia o per i dissapori tra le persone in tempi passati erano sufficienti a giustificare l’uccisione. Donne vecchi e giovani ne furono vittime.
    Ecco quando i partigiani riconosceranno che vi fu una guerra civile tra le parti e che sarebbe ora di metterci una pietra sopra, vi sarà vera pacificazione.
    La loro intolleranza, il loro rifiuto alla verità storica deriva sempre dalla loro ideologia marxista.
    Non sono certo questi partigiani i difensori della libertà, anzi tutt’altro.
    Viva la libertà della Nazione Veneta, Viva san Marco, Viva il 25 aprile quale festa dei veneti. Quelli veri che amano veramente la propria terra, la propria cultura, i propri valori.
    Quanto diversità con questi partigiani!….

    • Hai scritto cose vere.
      C’è da tener presente una cosa, soprattutto.
      I partigiani comunisti, che furono la stragrande maggioranza, lottarono non tanto per la libertà, ma per far entrare l’italia sotto l’influenza e magari l’occupazione sovietica.
      Fortunatamente i “liberatori” furono gli altri.

  13. “Valore irrinunciabile e insostituibile della democrazia intesa come sintesi di LIBERTA’ individuale e collettiva.” ed’anche
    “Essere consapevoli della propria storia”
    Queste sono le parole dette da lei Egregio Signor Angelini,
    durante una intervista televisiva e chissà quante volte le avrà ripetute durante i suoi comizi. LIBERTA’ per il POPOLO VENETO dico io
    Anche mio padre ha combattuto per la libertà,da alpino da paracadutista ed infine da partigiano della prima ora e in prima linea e non come i famosi maggiolini ai quali anche lei appartiene. Evviva il VENETO!

  14. La festa di San Marco e della patria veneta esiste da secoli, anzi, almeno da un millennio, quindi come polemica è un po’ inappropriata. E poi, cosa hanno da dire quelli dell’anpi in merito ai ”liberatori” responsabili del genocidio dei veneti, non fascisti, dell’Istria e della Dalmazia???

  15. COMUNISTELLI STATALI PARTIGIANI ROSSI …QUANDO CI SAREMO LIBERATI DI VOI ALLORA FESTEGGEREMO ALLA GRANDE !!!

    VIVA SAN MARCO SEMPRE !!!!

  16. Sorge una domanda spontanea: esiste una legge che impone di festeggiare un solo evento il 25 aprile, o ognuno è libero di festeggiare quel cazzo che gli pare?

    E’ questo il paese libero di cui parla l’ANPI?

    • Bravo,ognuno può e deve festeggiare quello che gli pare il giorno che gli pare.
      Io non discuto e non metto becco nelle manifestazioni per il 25 aprile sulla liberazione, ma voglio ribadire da lombardo che i miei fratelli veneti hanno tutto il DIRITTO e DOVERE di festeggiare SAN MARCO il 25 aprile.

  17. No i ga altro ndoe pikarse, ni ga gnanka un ganso da beker.

    Kusi’ i se pika su gnente.

    Partijani, ma de ki e par ki?

    A ghe jera prima el 90% de FASCISTI; podopo ko e robe jirava mal par ori i 90% devegneva tuti komunisti diti anka partijani pa no dar ne l’ocio.

    E 50& par ea republika e 50% par ea monarkia.

    SENPRE STAI O SALTIMBANKO O DE DX O DE SX.

    PODOPO SE GA MOSO ANKA E CENTRISTI (i preti) E VANTI A DIVIDAR STI TAIBANI.

    E ankora i parla de unita’ d’itaglia.

    Semo drio superar proprio tuti i limiti dea decensa.

    PSM
    WSM

  18. ma che problema c’è ognuno si faccia la festa che vuole
    per quale motivo uno si dovrebbe sentire in obbligo di festeggiare una festa che non sente sua.
    La festa della liberazione é una cosa, la festa di San Marco è un’altra, non faciamo confusione che in giro c’è ne fin troppa.
    La vera democrazia non é quella di misurare le forze in campo ( fin troppe volte la ragione non è stata dalla parte della maggioranza ) ma è quella di rispettare le idee e i sentimenti altrui.

  19. Ma quanti partigiani sono ancora vivi?
    Chi avesse avuto 20 anni nel 1945 oggi avrebbe circa 90 anni.
    Chi sono i componenti di queste associazioni?
    Quanti sono?
    Quante sovvenzioni ricevono dallo stato?
    Da come la vedo io , si tratta di associazioni inutili.
    Da chiudere.
    A prescindere dalle cazzate che dicono.

    • Sono i nipotini dei comunisti che mangiano e bevono a sbafo con la scusa di festeggiare questa data.
      Due osservazioni:
      1) il 25 aprile si celebra l’occupazione dell’italia da parte delle truppe anglo-americane e la fine della sovranità per il regno d’italia (peraltro terminata l’8 settembre 1943)!

      2) Lo stato italiano dal 1860 al 1943 ha avuto solo 80 anni di sovranità, pur se parzialmente condizionato dalle lobby massoniche anglo-francesi. Dal 1943 al 1945 è stato occupato dai Tedeschi (che aveva tradito) e poi dagli anglo-americani. E dal 1945 italia è una colonia Anglo-USA-NATO, tanto quanto l’Iraq o l’Afganistan di oggi: si può fare e dire tutto purché si comperi in dollari il petrolio, si usi la tecnologia brevettata USA, si guardino i film demenziali USA e si mangino le porcherie made in USA ecc.

  20. intendevo dire ke l’ANPI, kome gli alpini, vanno demoliti nel loro falso presentarsi kome “araldi della libertà e della pace” ke s’è la loro, non lo è la nostra…

  21. kontrastiamo gli alpini italiani (ed anke i nostri italioti, utili idioti) ed iniziamo a disfare il monumento di benemerenza ke si sono kreati x naskondere le atrocità e krimini kontro l’umanità kommesse nelle guerre ke hanno kombattuto ..

    gli alpini italiani NON SONO i Kacciatori delle Alpi cisalpini, nostrani ! … sono strumento di poropaganda unitarista e koloniale pelasgika …

    kontestiamo le loro manifestazioni NAZZIUNALI kon striscioni ke rikordino la loro viltà e kriminalità mimetizzata nella propaganda immaginifika di “sokkorritori benevoli ed altruisti” in tempo di pace…

  22. Come ho già avuto modo di dire in altre sedi, consiglio a tutti il libro di Pansa “Bella Ciao – Controstoria della Resistenza”.

    Ogni altro commento sarebbe superfluo.

    TI CO NU, NU CO TI.

  23. Non credo che la posizione di Maurizio Angelini rispecchi quella di tutti i partigiani, anzi ex partigiani veneti, perché ne è passato del tempo. Mio padre fu partigiano combattente, combatté per liberare il suo Veneto dai fascisti. E continuò a combattere a modo suo anche dopo la liberazione contro un metodo corrotto, comunque fascista, a suo dire, di far politica. Da partigiano e da veneto, sono convinto che oggi non potrebbe non essere “venetista”.

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