IL POPOLO VENETO E GLI ISCRITTI ALLA SUA ANAGRAFE

di ANDREA LUNARDON

Nell’ambiente indipendentista la differenza tra indipendenza del popolo ed indipendenza della regione sembra una questione di lana caprina, come se l’una valesse automaticamente l’altra. Così ad esempio Veneto Stato, che punta ad un referendum per l’indipendenza della regione Veneto pensando che questo porti automaticamente all’indipendenza del popolo veneto. Altri sostengono invece che il dibattito debba essere approfondito, perché le “due indipendenze” portano a delle conseguenze giuridiche molto differenti. Per indipendenza della regione intendiamo la secessione di una regione amministrativa dello stato italiano che diventa un nuovo stato indipendente.

Per ottenerla dovrebbero votare ad un referendum i cittadini italiani residenti nella regione, oppure addirittura tutti i residenti della regione. Il risultato sarebbe un nuovo stato, erede della repubblica italiana e delle sue obbligazioni internazionali (debiti, multe europee, unione all’Europa…).

Per indipendenza di un popolo intendiamo l’attuazione piena del diritto di autogoverno che sappiamo essere il diritto principale di ogni popolo. Ma per ottenere il pieno autogoverno, come xe che se fà? La maggior parte dei pertiti e movimenti indipendentisti purtroppo risponde semplicisticamente riportandoci all’indipendenza della regione. Noi di Venetie per l’Autogoverno sosteniamo che il “popolo veneto” non siano i residenti della regione veneto, e che questo “popolo veneto” sia l’unico ad avere il diritto di votare ad un referendum che decida il suo futuro. Avendo provato la nullità internazionale del plebiscito del 1866, la questione su cui questo “popolo veneto” potrà esprimersi dovrà essere necessariamente “volete voi unirvi allo stato italiano?”, ed al probabile plebiscitario rifiuto il risultato sarebbe uno stato veneto erede dello stato lombardo-veneto, libero dalla successione delle obbligazioni italiane ed anzi in posizione creditizia a causa dei gravi danni di occupazione e colonizzazione.

Quindi va da sè che per noi l’indipendenza della regione veneto è considerata dannosa per il popolo veneto. Ma se i veneti non sono i residenti della regione, chi sono?

Il nostro progetto si basa sulla convinzione che il diritto internazionale accetti come atto di autodeterminazione del popolo veneto il fatto che nel 1999 i primi “veneti consapevoli” (Loris Palmerini, Giuseppe “Bepin” Segato, Luciano Franceschi) si siano dichiarati tali fondando la prima Anagrafe del Popolo Veneto rispettosa delle norme internazionali in materia di diritti di cittadinanza, con iscrizione libera per chiunque voglia autodeterminarsi parte del popolo veneto avendone i requisiti (come richiede il diritto internazionale).

Il modello dell’anagrafe potete trovarlo qui: http://www.statoveneto.net/tribunale/wp-content/uploads/2009/11/anag09ott31.pdf

Sulla base di questa anagrafe si fondano le istituzioni di Autogoverno vere e proprie, che presentano la divisione dei poteri e gli altri requisiti richiesti ad uno stato di diritto (altrimenti non potremmo mai essere riconosciuti anche dalla eltre nazioni) che sono l’Assemblea, il Governo ed il Tribunale del Popolo Veneto.

Nonostante la pesante censura e continui attacchi poco costruttivi soprattutto da parte degli altri movimenti e partiti indipendentisti, ad oggi gli iscritti all’Anagrafe sono circa 6000 ed in costante aumento. Più saranno i veneti consapevoli, ovvero gli iscritti all’anagrafe e che partecipano nelle istituzioni venete, più il nostro Autogoverno otterrà peso e riconoscimento. Quando l’Autogoverno sarà l’unica autorità sul suolo a maggioranza veneta (iscritta all’anagrafe), allora avremo l’indipendenza del popolo veneto. Non giochiamo a Risiko, abbiamo studiato la legge internazionale, e vogliamo l’indipendenza del popolo veneto, non quella del territorio di una regione italiana ritagliata 40 anni fa.

Voi dell’Indipendenza che dite? Indipendenza delle regioni o dei popoli? Lana caprina?

 

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