Ancora 8 rsa su 10 non rispettano accesso a familiari

“Ben 8 Rsa su 10 violano l’ordinanza ministeriale dell’8 maggio, con cui veniva consentito e regolamentato l’accesso alle Rsa”. Lo ribadisce il Comitato Orsan – Open Rsa Now in una lettera rivolta al ministro della Salute, Roberto Speranza. “Le chiediamo di intraprendere azioni concrete al fine di vigilare e garantire la piena applicazione dell’ordinanza in essere da parte di tutte le Rsa – si legge nella missiva firmata da Dario Francolino, fondatore e presidente del comitato che riunisce familiari e ospiti di residenze per anziani e per disabili – e stabilire azioni concrete da porre in essere alla scadenza della stessa, anche alla luce dell’attuale quadro epidemiologico, migliore rispetto a quello dell’entrata in vigore dell’ordinanza”. Di fronte a una situazione che i familiari definiscono “drammatica”, prosegue la lettera, “auspichiamo altresì che l’alibi della variante Delta non venga utilizzato per provare a rinchiudere per sempre le strutture: i nostri cari non potrebbero sopravvivere a un’altra estate isolati. Sappiamo bene che per le Rsa sprangare tutto è ben più facile rispetto a garantire la coesistenza di sicurezza e umanità, ma non possiamo più abbandonare i nostri affetti più cari costringendoli a vivere in solitudine e, come accade purtroppo spesso, a morire senza il conforto della propria famiglia”.

Nel testo scritto al ministro si ricorda che “è stato stilato il primo rapporto del nostro Comitato, col quale abbiamo fotografato la situazione delle Rsa italiane al 25 giugno 2021 grazie a un monitoraggio condotto su un campione di 1.000 Rsa su tutto il territorio nazionale”. I dati emersi “sconfortanti”, segnala Orsan. Primo, “le visite generalmente vengono consentite solo una volta alla settimana, a discrezione della Rsa, escludendo il sabato e la domenica (i giorni in cui ovviamente i familiari avrebbero più tempo) e per una durata media massima compresa tra i 15 e i 25 minuti”. Secondo, “in 7 Rsa su 10 le uscite temporanee degli ospiti non sono concesse, neanche di quelli autosufficienti e muniti delle certificazioni verdi Covid-19, come invece stabilito in maniera chiara dall’articolo 2- quater della legge 87/21 del 17 giugno 2021”. E “nelle 3 Rsa su 10 che le consentono, i gli ospiti al ritorno vengono poi costretti a 5 giorni di isolamento in quarantena”. “Tutto ciò continua ad accadere nonostante ad oggi tutta l’Italia sia zona bianca – osserva il comitato – Ricordiamo che i divieti e le eccezioni imposte dalla direzione sanitaria dovrebbero essere limitati, come previsto dall’ordinanza ministeriale, solo in presenza di un eventuale focolaio epidemico da Covid-19 con insufficiente controllo all’interno della struttura e/o di un alto rischio epidemiologico territoriale, circostanze fortunatamente non presenti nel Paese. “Un altro motivo di preoccupazione – si legge – è legato al fatto che la scadenza dell’ordinanza ministeriale è fissata per il 30 luglio e al momento non sono previste altre azioni sul tema: i quasi 350.000 ospiti delle Rsa e i circa 2 milioni di loro familiari si chiedono con angoscia cosa succederà dopo questa data e continuano, ormai da troppi mesi, a vivere in una costante incertezza”. (fonte Adnkronos Salute)

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