ANCHE IL TROTA E’ UN PIEZZE ‘E CORE

Di TONTOLO

Circolano le storie più strane intorno al Trota, al secolo Renzo Bossi, il figlio primogenito della coppia Umberto-Manuela, i padroni della Lega Nord. Ma io che son Tontolo, ma non proprio del tutto scemo, sono portato a pensare che siano malignità sparse in giro per minare la fulgida carriera politica del giovin signore (sic!). Non mi riferisco alle questioni bresciane, ai rapporti molto stretti con l’assessore regionale Monica Rizzi ed il di lei compagno. Storiacce, quelle gardesane, per altro smentite dalla procura della Leonessa d’Italia. No, sono altre cattiverie, che si incrociano soprattutto a Milano. Si maligna che il ragazzo, dopo aver conquistato (e non acquistato, sia chiaro) la licenza superiore al quarto tentativo, da qualche tempo sia iscritto in una università di Londra (città dove, a onor del vero, pullulano gli atei un poco tarocchi, ma non può essere questo il luogo frequentato dalla guida futura dei leghisti) con scarso profitto in compenso accompagnato da numerosi e costosi baccanali. Invece io son convinto che il Trota stia studiando Economia e che l’augusto padre sia talmente orgoglioso dei risultati, che in più di un’occasione abbia preconizzato per il pargolo un futuro, nemmeno troppo lontano, da ministro dell’Economia.

Ma i pettegoli non si fermano in riva al Tamigi. Spopolano soprattutto dalle parti del Naviglio, dove straparlano di numerose feste che il Renzo organizzerebbe in vari locali, convocando a raduno schiere di amici, tutti suoi ospiti, ma che al momento di saldare i conti non ci pensi nemmeno un minuto a estrarre assegni o cartamoneta. Più semplicemente, secondo la versione di questi invidiosi, il giorno seguente a saldare i preziosi conti sarebbe nientemeno che Francesco Belsito, cerchiomagicista nonché cassiere del Carroccio, che pagherebbe coi soldi del movimento. Bugiardi! Giammai può essere vera una tale infamia riversata contro un ragazzo così “sobrio”.

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