AMATO, IL TRAVASATORE DI SOLDI E DI PATRIOTI UNITARISTI

di TONTOLO

Giuliano Amato è un travasatore. Anni fa aveva travasato i risparmi degli italiani dai loro conti correnti bancari in quello dello Stato. Così, con la destrezza di un navigato manolesta.
Oggi che presiede il Comitato dei Garanti (di che?) per le celebrazioni del 150° (si travasa altri stipendi sul suo conto corrente), si è messo anche a travasare eroi.
Ha preso il barone Giuseppe Manno, un pacioso signore la cui famiglia di origine siciliana si era da tempo trasferita in Sardegna (lei era nato al Alghero nel 1786) e che aveva fatto una onorevole carriera nell’amministrazione del Regno di Sardegna, fino a diventare senatore, presidente del Senato e della Corte suprema di Cassazione a Torino nel 1855. Reputato storico della sua isola, era morto nel 1868.
Amato lo ha arruolato fra i patrioti italiani e va ad Alghero a celebrarlo a spese dei contribuenti. Peccato che il buon Manno di Italia, di patriottismo e di unità non fosse così entusiasta. Era un reazionario che non sopportava Cavour e i suoi maneggi, e si era sempre opposto alla sua politica di “riforme”. Con nonchalance Amato lo trasforma in un patriota unitarista e lo arruola nella nobile (si fa per dire) schiera dei Padri della Patria. Chissà com’è contento il barone, isolano (un po’ siciliano e un po’ sardo), nativo di una città catalana (per Dna quindi poco incline a paturnie tricolori), trasferito a Torino e nemico degli unitaristi a essere fatto passare per quel che non è mai stato da un altro siciliano, trasferito anche lui a Torino, ma patriota indefesso. Anzi travasatore tricolore che non ha paura di nulla: uno di questi giorni farà diventare unitarista anche quel sant’uomo di Radetzki. Lo farà di notte.

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