Altro che ponte sullo Stretto. Turismo aereo lombardo in ginocchio

“La ripresa per il turismo aereo, e il ritorno ai livelli pre pandemia, e’ prevista non prima del 2024. Ci aspetta una modifica sostanziale della tipologia di traffico. Se prima, specie negli aeroporti lombardi, i viaggi erano anche e soprattutto di lavoro, ora si andra’ verso una prevalenza di voli turistici. Con l’emergenza sanitaria sono cambiate molte abitudini, per esempio l’utilizzo di mezzi telematici per le videoconferenze o le riunioni finiranno inevitabilmente per influire sugli spostamenti, abbassando le capacita’ di introito”.

Parlando con la ‘Dire’, Liviano Zocchi, della segreteria regionale lombarda della Uil con delega al trasporto aereo, illustra tutte quelle che sono le criticita’ di un comparto che aspetta, e spera, che la ripresa tanto agognata porti finalmente una boccata d’ossigeno. Non solo per iniziare ad accogliere di nuovo i turisti nella Regione, ma anche per tutti i lavoratori coinvolti. All’interno degli aeroporti il personale si divide tra quello di volo e quello di terra. Nel primo caso, qualsiasi operatore ha risentito molto degli impatti della pandemia, con mancati introiti per le tariffe di approdo o partenza, e i servizi aeroportuali quasi azzerati.

Guardando per esempio al Gruppo Sea, che in Lombardia gestisce gli scali di Milano Linate (dove al momento si effettuano solo tratte dirette e prevalentemente nazionali) e Milano Malpensa (utilizzato soprattutto per le mete internazionali) si puo’ notare come la societa’ abbia visto drasticamente ridursi le proprie attivita’, “con una diminuzione del traffico passeggeri del 73%”, come spiega Zocchi, nel periodo che va da marzo a dicembre 2020 rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente.

Secondo le stime piu’ fresche in mano ai sindacati, il trend regionale sarebbe addirittura in peggioramento in questo inizio di 2021, con un -85% a gennaio/ febbraio, rispetto a 12 mesi fa. Una situazione che aveva costretto Sea a intervenire fin da subito, attivando la Cassa integrazione per crisi aziendale dovuta a evento improvviso per i 2.617 lavoratori coinvolti (1.060 a Linate, 1.557 a Malpensa) nel periodo che andava dal 16 marzo 2020 al 15 marzo 2021. Una volta scaduta la cig, il gestore aeroportuale ha dovuto di nuovo trattare con i sindacati, e derogarla (con un accordo siglato lo scorso 11 marzo, ndr) per altre 12 settimane, fino al 6 giugno prossimo. Il ricorso agli ammortizzatori sociali potra’ ora prevedere entita’ e articolazioni differenziate per scalo e figura professionale.

Anche il personale di terra pero’, che svolge mansioni di handling legate alle attivita’ di preparazione dei pasti (i cosiddetti ‘catering’), all’assistenza agli aeromobili, ai check-in, allo scarico o carico merci e bagagli o ai bus interpista, non se la passa tanto meglio. La societa’ che gestisce questi servizi a Linate e Malpensa, la Airport Handling S.p.A., aveva gia’ fatto ricorso alla Cassa integrazione di 12 mesi per i lavoratori. Anche qui in scadenza pero’ il 16 marzo scorso. Con un altro accordo siglato ad hoc per gli operatori di terra tra l’azienda e i sindacati, e’ stato deciso che i dipendenti potranno essere contemporaneamente sospesi dal lavoro per un massimo di 1.387 persone in forza a Malpensa e 349 a Linate.

“Il servizio offerto alle compagnie- commenta Zocchi- e’ ridotto al minimo. Gli unici voli sono quelli umanitari, che non hanno una grande portata economica. Per non parlare dei catering: se non ci sono voli, non ci sono nemmeno pasti da preparare”. C’e’ tutto un mondo di persone dietro a un singolo viaggio in aereo, dai piloti fino alle hostess, passando per la vigilanza, gli autisti dei bus interpista o chi si occupa delle lavanderie, per la pulizia di coperte e cuscini.

“Attualmente- va avanti l’esponente della Uil- il rapporto e’ di mille persone a lavoro ogni milione di passeggeri. Il conto e’ presto fatto e si commenta da solo”.

I numeri sul flusso turistico, secondo le stime di Assaeroporti, sono impietose: nel terzo trimestre del 2020, e quindi nel pieno dell’estate con i mesi di luglio, agosto e settembre, negli scali italiani sono transitati complessivamente 18 milioni circa di passeggeri, quasi il 70% in meno rispetto al 2019. E con l’arrivo del 2021, nonostante l’avanzamento della campagna vaccinale, le cose non sono cambiate. A Bergamo, lo scalo di Orio al Serio ha visto muoversi oltre 81 mila viaggiatori, con un segno meno dell’85% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Faticano anche Linate (-70%) e Malpensa (-68,5%).

I sindacati non mollano, e sperano che la situazione del comparto aereo venga affrontata costantemente nelle giuste sedi. In tal senso e’ stata richiesta al ministero del Lavoro la costituzione di un tavolo permanente che affronti una crisi del settore senza precedenti.
(Fonte Dire)

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Senzasconti, Ivan Rota ad Antenna 3

Articolo successivo

Bernardelli: tassano due volte le pensioni, vogliono farci lavorare fino a 70 anni e poi scopri che reddito di cittadinanza di Napoli è quello dell'intero Nord