Alfano: più potere ai prefetti. Ancora, ministro? Ma non sanno già vietare i cortei?

di GIOVANNI D’ACQUINOALFANO

Alfano dice che ha evitato il peggio, a Milano. Il peggio cosa poteva essere, la guerra civile? Neanche alle 5 Giornate si è visto probabilmente tanto fuoco. Ora prop0ne di aumentare il potere dei prefetti. Potere che già hanno perché per indiscutibili ragioni  di sicurezza possono e anzi devono garantire l’ordine pubblico. E’ il loro dovere, non un accessorio prefettizio.

Ma che dice il ministro? “Tutti quelli che pontificano dicendo che avremmo fatto bene a far versare sangue e a spaccare un po’ di teste e magari farci scappare il morto, dimenticano che Expo cominciava, non finiva, il Primo Maggio e che durerà mesi. La logica delle ritorsioni avrebbe esposto il nostro Paese. Abbiamo evitato di avviare una catena di vendette per cui sangue chiama sangue”.

Che la repressione possa generare ritorsioni è un conto, diverso è non aver valutato il rischio. Che è ciò che si è verificato a Milano il 1° maggio. Non è stato il medico ad autorizzare i manifestanti a distruggere la città. Il ministro Alfano ha poi precisato che “le Forze dell’Ordine hanno impedito il saccheggio della città, non escludendo nemmeno la Scala” e che “non faremo mancare il risarcimento ai cittadini milanesi che hanno patito un danno”.

E dunque c’era il rischio saccheggio. Perché allora consentire la sfilata degli armati di benzina e mazza a volto coperto? “Lo Stato di diritto si fonda sulle regole del gioco con anche il diritto di manifestare, ma essendoci chi gioca sporco, utilizzando male regole, si rende necessario un cambiamento”.

E udite udite, quale sarebbe? Alfano ha spiegato poi il tipo di cambiamenti sostenendo che bisogna “dare ai prefetti più poteri come quello di vietare i cortei, anche se pacifici, quando c’è il rischio di infiltrazioni, alzare la pena per fare paura e fare ricorso all’arresto differito come succede agli stadi”. Come accade sempre, ministro. Se si mette a repentaglio la vita di una città e dei suoi cittadini, si interviene prima. Non a guerra civile conclusa.

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