Alessandri: Ascoltiamo gli Stati che temono che dopo l’Ucraina tocchi a loro

di Angelo Alessandri – La Russia ha invaso e dato via a questo conflitto perche’, diceva, si sentiva accerchiata dalla Nato. Da molti paesi che non facevano neanche parte della Nato.
Dopo due mesi l’Ucraina e’ ancora lì. Forse non fara’ mai parte della Nato.
Ma intanto si sono mossi tutti i paesi intorno. Nato o non Nato, l’effetto domino che si sta evidenziando oggi e’ che tutti quei paesi intorno alla Russia, che da Mosca si erano liberati, non hanno dubbi.
Tutti ci dicono che non si fidano, che si preparano, che si uniscono perche’ sono sicuri che domani tocchera’ a loro.
Non sara’ una Nato, ma insieme saranno un problema domani per l’orso russo.


Per non sentirsi accerchiato sta ottenendo effetto opposto: ha svegliato gli orsetti dormienti.
Ma allora vale la pena chiedersi che cosa sanno loro che noi non sappiamo? Loro la Russia la conoscono. Noi no. Noi scriviamo dal divano di quei popoli ma non conosciamo realmente la situazione. Loro invece si. E non si fidano, sono sicuri che c’e’ un rischio, si espongono. Allora ascoltiamoli. Perche’ non e’ banale.
Estonia, Lituania, Lettonia, Norvegia e persino la Svezia. La Polonia. I 5 stati “stan”: Kirghistan, Turkmenistan, Kazakistan, Tagikistan e Uzbekistan e persino l’Azerbaigian. Tutti Stati sino a ieri satelliti di Mosca che in queste ore ne prendono le distanze. E questi cinque stati hanno da soli circa 75 milioni di abitanti, meta’ dei russi. Nell’area baltica altri 20 milioni. E ai confini i paesi schierati solo polonia e ucraina sono 85 milioni. Insomma c’e’ un altra Russia intorno alla Russia. Piu’ ampia anche se a Mosca sommassino la Bielorussia. E non si fidano, si espongono, ci avvertono.


Se obiettivo era non essere accerchiati, complimenti, stanno ottenendo l’esatto opposto con l’invasione dell’Ucraina. A parte la povera Mongolia, schiacciata tra l’orso e la tigre, tutto il resto si sta schierando. Il famoso corridoio eurasiatico e lo sbocco baltico e’ in fermento. Forse varrebbe la pena smettere di fare speculazioni dal divano.
C’e’ un ampia area del mondo che non conosciamo davvero, che sta dicendo cose perche’ loro ne sanno piu’ di noi, e forse noi non le comprendiamo davvero.
A me sta cosa fa riflettere.

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