Aja, la prima sentenza contro colui che reclutava bambini-soldato

di REDAZIONE

Il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja ha consegnato al mondo la sua prima sentenza nei suoi 10 anni di lavoro: una condanna a 14 anni di carcere all’ex ‘signore della guerra’ congolese Thomas Lubanga, che tra il 2002 e 2003 recluto’ migliaia di bambini per trasformarli in macchine da combattimento. Si tratta della prima condanna pronunciata dal tribunale dell’Aja, ‘battezzato’ nel 1998 a Roma per creare un sistema di giustizia internazionale che punisse e scoraggiasse i crimini piu’ orrendi, ma accusato di muoversi troppo lentamente e con scarsa efficienza. Finora le condanne di corti internazionali per crimini di guerra e contro l’umanita’ erano state pronunciate solo da tribunali legati a specifici conflitti, come quello per la ex Jugoslavia.

Lubanga era a capo delle milizie dell’Unione dei Patrioti Congolesi durante il conflitto etnico scoppiato nella regione di Ituri (parte nord-orientale della Repubblica Democratica del Congo, RDCongo) durante la guerra civile congolese: un conflitto etnico tra hema e lendu per il controllo delle miniere d’oro della regione che costo’ la vita, secondo le associazioni a tutela dei diritti umani, a 60mila civili; eppure solo un conflitto localizzato rispetto alla piu’ ampia guerra nella RDCongo che ha causato qualcosa come 5 milioni di morti (la gran parte per inedia e malattia). E’ una vicenda, quella di Lubanga, strettamente collegata con le attuali violenze nella RDCongo, dove il generale Bosco Ntaganda, un tempo tra i piu’ stretti aiutanti di Lubanga e oggi alla guida di un gruppo di ribelli chiamati M23, e’ accusato degli stessi crimini di Lubanga stesso. Lubanga rapiva dalle case, dalle scuole, dai campi di gioco, bambini e bambine anche con meno di 15 anni (in qualche caso addirittura undicenni) e li faceva portare nei campi d’addestramento dove, picchiati e drogati, venivano costretti a combattere e uccidere; le femmine erano sfruttate come schiave sessuali per i ribelli agli ordini dello stesso Lubanga.

Durante il processo, la Corte ha ascoltato un’ampia rassegna degli abusi fisici e sessuali a cui venivano costretti i bambini-soldato; ha sentito raccontare come Lubanga andasse nelle case a chiedere di donare qualcosa per lo sforzo bellico: contanti, una mucca o un bambino per il suo esercito ribelle. Una sua piccola vittima, portata dinanzi alla Corte, quando si e’ trovato di fronte al suo carnefice s’e’ ammutolita e non ha potuto testimoniare.

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