Agenda Monti: meno carico fiscale, ma tassa sui grandi patrimoni

di REDAZIONE

“Non appena le condizioni generali lo consentiranno” occorre impegnarsi “a ridurre il prelievo fiscale complessivo” dando precedenza a lavoro e impresa, anche per mezzo del trasferimento del carico corrispondente “su grandi patrimoni e sui consumi” salvaguardando le fasce deboli e il ceto medio. Lo prevede l’Agenda Monti, pubblicata sul sito web agenda-monti.it, con il titolo “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa, agenda per un impegno comune”.

La homepage del sito si apre con una lettera del premier ai cittadini. Segue un link con il testo dell’Agenda Monti.

I PUNTI DELL’AGENDA

EUROPA, costruire Ue più integrata contro ogni populismo
“L’Italia deve battersi per un’Europa più comunitaria e meno intergovernativa, più unita e non a più velocità, più democratica e meno distante dai cittadini” e che rifiuti il populismo.

TASSE, ridurle è possibile
Nel testo dell’Agenda Monti si legge poi che: “Se si tiene la rotta, ridurre le tasse diventa possibile”. Questo perché, “l’aggiustamento fiscale compiuto quest’anno a prezzo di tanti sacrifici degli italiani ha impresso una svolta. Con l’avanzo primario raggiunto, il debito è posto su un sentiero di riduzione costante a partire dal prossimo anno”.

CRESCITA solo con finanze sane

Il conseguimento della crescita non puo’ essere realizzato ricorrendo al debito pubblico. Il primo atto, al contrario, è avere “finanze sane”. Questo significa: attuare il pareggio di bilancio dal 2013 e ridurre lo stock del debito pubblico di un ventesimo all’anno a partire dal 2015.

IMPRESE, Contrattazioni in azienda e flex-security

L’Agenda prevede il decentramento contrattuale, la riduzione del costo dell’energia, la facilitazione dell’accesso al credito per le imprese. Bisogna puntare a portare il livello degli investimenti stranieri in Italia al livello della media europea.

LAVORO, Varare piano per occupazione giovanile

Dopo la riforma Fornero e quella sul mercato del lavoro “non si può fare marcia indietro”. Monti propone di semplificare ulteriormente la normativa, di spostare la contrattazione collettiva a livello aziendale, di varare un piano per l’occupazione giovanile, con incentivi per chi assume gli under 30, ma anche gli over 55 e aiuti ai disoccupati.

POVERTA’, Lotta alla povertà

Monti pensa a un reddito di sostentamento minimo, subordinato alla frequenza di corsi di formazione e inserimento professionale.

CASTA, Drastico taglio dei finanziamenti ai partiti

Il documento prevede una “drastica riduzione dei contributi pubblici anche indiretti ai partiti e ai gruppi parlamentari e dei rimborsi elettorali” con più “trasparenza” nei bilanci e una perfetta tracciabilità dei finanziamenti privati” che dovranno avere una “soglia massima”.

RIFORMA ELETTORALE primo atto del Parlamento
“Il primo atto del nuovo Parlamento deve essere la riforma della legge elettorale, così da restituire ai cittadini la scelta effettiva dei governi e dei componenti delle Camere”. Fra i punti dell’Agenda Monti compaiono le riforme istituzionali comprese quelle del bicameralismo e della riduzione dei parlamentari.

FISCO, serve Patto Fisco-contribuenti
“Bisogna realizzare un nuovo Patto tra fisco e contribuenti per un fisco più semplice, più equo e più orientato alla crescita. Seguendo l’impostazione tracciata dalla legge delega in materia fiscale, il cui esame non è stato completato dal Parlamento, occorre riformare il sistema tributario”.

LEGALITA’, Rafforzare legalità e trasparenza
“Deve ora essere impostata una azione generale di rafforzamento del principio di legalità e trasparenza e di condanna dell’illegalità” con “tolleranza zero per corruzione, evasione e attivita’ sommerse”. Inoltre, “va introdotta una coerente disciplina del falso in bilancio e completata la normativa sull’anticorruzione, l’antiriciclaggio e l’autoriciclaggio. Va rivista la riduzione dei termini di prescrizione per garantire in modo più adeguato l’azione di prevenzione e contrasto di diversi gravi reati”.

CONFLITTO D’INTERESSE, norme più vincolanti
Monti auspica l’adozione di una più robusta disciplina di prevenzione dei conflitti di interesse.

INCANDIDABILITA’, andare oltre
Il provvedimento appena approvato è un segnale importante ma bisogna “andare oltre” e prevedere norme ancora più stringenti.

Fonte originale: http://www.tgcom24.mediaset.it
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