AFRICA, TERRA DI CONQUISTA ECONOMICA PER I CINESI

di REDAZIONE

La classificazione di un mercato come Emergente viene effettuata dall’MSCI e dipende perlopiù dalla fase di sviluppo dei mercati finanziari. Ad eccezione di due mercati in Nord Africa (Egitto e Marocco) e del Sud Africa, tutti i mercati dell’Africa Subsahariana continuano ad essere classificati come mercati di Frontiera. Si tratta di mercati nascenti con listini semplici e ancora non del tutto maturi.

Secondo il gestore di fondi Schroders, anche se in Africa vivono più di 1 miliardo di persone (circa il 15% della popolazione mondiale), il contributo del Continente all’economia globale rimane molto ridotto, inferiore al 2% del pil globale ed è qui dunque che si possono cogliere delle buone opportunità. I paesi subsahariani sono interessati da tassi di crescita superiori alla norma, dato che partono da una base molto bassa e offrono opportunità d’investimento interessanti. Oltre ai fattori di crescita endogeni, come un’ampia fetta della popolazione che è molto giovane e che cresce a tassi elevati, lo sviluppo dell’Africa è sostenuto dai robusti investimenti diretti esteri, che provengono principalmente dalla Cina.

Il 30% dei minerali del mondo si trova in Africa. La Cina, che rappresenta il maggiore consumatore di minerali, sta effettuando forti investimenti nelle infrastrutture del continente per esplorare queste risorse trascurate. La Cina è già responsabile del 30% della produzione di energia in tutto il continente. I valori commerciali tra Africa e Cina hanno toccato 100 miliardi di dollari. Anche se il dato è ancora relativamente contenuto, è comunque dieci volte superiore al valore di dieci anni prima.

In conclusione, i mercati africani continuano a rappresentare un’entità economica minore se paragonata ad altri mercati emergenti. Offrono tuttavia delle notevoli opportunità di crescita e su tutti figura la Nigeria, il paese più densamente popolato del continente.

Gli operatori, credono che i debuttanti che effettuano un investimento oggi potranno ottenere dei rendimenti superiori alla norma in futuro, perché questi mercati continueranno a migliorare in termini di sviluppo. Queste economie stanno crescendo a tassi molto positivi pari al 6-8%, in un periodo di crescita globale anemica. Inoltre, l’investimento in questi mercati rappresenta un buon strumento di diversificazione perché i fattori di crescita interni che guidano queste economie sono piuttosto indifferenti all’andamento globale.

 

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