Aeroporto Catania, striscioni ‘Leghisti not welcome’

Striscioni con la scritta ‘Leghisti not welcome’ sono stati esposti davanti a ingressi dell’aeroporto di Catania. A rivendicarne la realizzazione e’ la rete ‘Mai con Salvini’ che annuncia la preparazione di tre giorni di contestazione dal 1 al 3 ottobre prossimi, in concomitanza delle iniziative promosse dalla Lega a sostegno del loro leader che sabato dovra’ apparire davanti al Gup per l’udienza preliminare per il sequestro di persona aggravato per lo sbarco di 131 migranti dalla nave Gregoretti. Sono previsti flash mob, incontri e manifestazioni contro il leader della Lega, con manifestanti previsti in arrivo da gran parte della Sicilia.. “Pur di riempire le piazze siciliane, Matteo Salvini, chiama a raccolta leghisti da tutta Italia, ma gli unici a non essere benvenuti nella nostra terra sono loro”, afferma Sara, lavoratrice precaria e attiva nella costruzione della rete, in una nota diffusa da ‘Mai con Salvini’.

“La Lega al Sud – aggiunge – non ha sfondato e cosi’ l’occasione del processo per il caso Gregoretti diventa l’ennesimo tentativo di venire a far campagna elettorale qui in Sicilia. Per questo abbiamo deciso di organizzare dall’1 al 3 ottobre diverse iniziative per esprimere chiaramente che se pensavano di poter fare una Pontida del Sud, si sbagliavano”.

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1 Comment

  1. Questi striscioni dicono più di ogni altra cosa che la LEGA non sfonderà mai nel Sud Italia.
    Inoltre c’è da rimarcare che questi signori che hanno fatto gli striscioni non possono dirsi dei veri democratici in quanto la libertà di parola, di pensiero e di fare comizi sono sanciti dalla costituzione e non solo. Bisogna rendersi conto che anche se tutti uniti in Italia siamo talmente diversi per cultura, lingue,tradizioni, filosofia di vita etc..etc..etc… che bisogna pur prenderne atto una buona volta e quindi agire di conseguenza se vogliamo ancora che l’Italia possa esistere come entità statale.
    Le autonomie differenziate sono la soluzione a tutti i problemi. Ogni regione si autogoverni come riesce a fare se ci riesce e enllo stesso tempo è necessario smantellare parzialmente tutti gli apparati centrali che sono diventati una palla al piede dell’intero paese.
    Si governano i territori con le Regioni ed i cittadini si sentiranno più vicini alle istituzioni.
    A Roma devono restare poche competenze, cioè quelle che competono ad uno stato federale.
    Ci potrà essere ancora per qualche tempo ben delimitato aiuti alle regioni più arretrate del paese, ma ciò che dovrà essere fatto dovrà essere gestito dalla regione ” donante” in modo che ciò che serve ad una regione che deve essere aiutata possa essere direttamente controllata e gestita senza alcun intervento di Roma o del centro.
    Staremo a vedere quanto saranno bravi ad attuare il Recovery Fund. secondo le direttive dell’U.E.. Se malauguratamente si dovesse fallire per le solite beghe interne al governo o tra maggioranza ed opposizione, allora non resterà che attuare la riforma delle riforme e cioè mettere una volta per tutte mano alla costituzione che dovrà diventare su basi federali. Le Regioni dei piccoli stati autogovernati e tutto potrà risollevarsi. Il tempo è scarso e non si potrà attendere oltre, pena il DEFAULT ITALIANO.
    WSM

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