Addio a Giancarlo Orini, l’instancabile indipendentista

Sogno’ la costituzione della ‘Brescianissima’, una sorta di ‘Sererenissima’ lombarda. E oggi, a celebrarne la scomparsa, dopo che era stato ricoverato il 30 novembre dopo un infarto, è sceso in campo una sorta di “mondo parallelo”, che traspare dai messaggi di cordoglio. Giancarlo Orini era uno dei secessionisti arrestati nel 2014 con l’accusa di terrorismo per aver pianificato una occupazione di piazza San Marco a Venezia a bordo di un “tanko” autocostruito e spentosi ieri a Brescia. Albert Gardin, autoproclamatosi CXXI Doge della Repubblica di Venezia, scrive che “la Repubblica (Serenissima s’intende, ndr) non finira’ mai di ringraziarti”. E tra i messaggi di cordoglio si sprecano i vari WSM (Viva San Marco), “San Marco ti accolga” (a sostituire il piu’ noto “che la terra ti sia lieve”) e i riferimenti a patria, eroismo e liberta’ dei popoli.

Celebre una delle dichiarazioni di Orini che parlando della sua azione aveva detto “Siamo quattro pellegrini, altro che terroristi. La nostra e’ goliardia”. Di certo non gli mancava l’ironia se si considera che in occasione di una delle udienze del processo di Brescia arrivo’ travestito da carro armato. Era considerato l’ideatore del piano di “occupazione” di San Marco e leader del gruppo “dei brescianissimi”. Fu leghista della prima ora e nel 2012 fondo’ un movimento indipendentista che puntava all’indipendenza di Lombardia e Veneto. Sua la paternita’ anche del “barbon group”, un gruppo che aveva come obiettivo quello di aiutare i bresciani caduti in disgrazia e sua anche l’idea di coniare nel 1992 la moneta padana, la “Lega”, del valore di mille lire. Mille le candidature tentate alla costante rincorsa del sogno indipendentista. Nel 2014 fu arrestato con l’accusa di terrorismo, anche se l’autocostruito tanko con cui si sarebbe dovuta ripetere la tentata occupazione di piazza San Marco del maggio del 1997 non usci’ mai dall’officina di Casale di Scodosia (Padova) in cui era stato costruito. Orini fini’ prima ai domiciliari ma venne poi scagionato in sede giudiziaria dall’accusa di terrorismo.

 

Nella foto Giancarlo Orini e Doddore Meloni

 

 

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