Acquedotti perdono il 42%. Complimenti. Poi noi dobbiamo chiudere i rubinetti

Siccità ordinanze che vietano l’uso dell’acqua per irrorare giardini domestici, consumi a fasce orarie… Di tutto e di più. Prezzi sugli scaffali alle stelle per frutta e verdura, raccolti a rischio. Ma, attenti bene, scopriamo che il 42% dell’acqua degli acquedotti si perde per strada.

E come si risolve la questione se la danza della pioggia non funziona? Ma certo, arriva il Pnrr.

Il Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, mette a disposizione 4,38 miliardi di euro per fronteggiare la crisi idrica, “per mettere in sicurezza un Paese che ha diversi problemi”. I fondi “sono stati programmati nei mesi di febbraio e marzo 2021, quando ci siamo accorti che sarebbe potuta diventare un’emergenza. Questo è il vero valore aggiunto del Pnrr”.

Lo spiega Roberto Cingolani, ministro per la Transizione ecologica, parlando questa mattina ad Aosta all’evento “Dialoghi sul Pnrr”. Cingolani ha riassunto gli interventi previsti: risorse per purificazione e il riutilizzo delle acque reflue, oltre “due miliardi per tappare il colaborodo degli ACQUEDOTTI, con perdite medie del 42%, un po’ di più al sud e un po’ meno al nord”. Cingolani ricorda che “un quarto della precipitazione media annuale in Italia garantirebbe di coprire tutto il fabbisogno dell’agricoltura”.

Eventuali nuovi invasi per stoccare l’acqua “possono essere anche accumulatori idroelettrici”. L’ultimo intervento, prevede il “miglioramento nel settore irriguo in agricoltura”. Sui motivi dell’attuale emergenza, al riscaldamento globale si aggiunge una situazione contingente: “I periodi di siccità hanno cicli di sette-otto anni- aggiunge il ministro- e sono tre anni che piove di meno: non è colpa di nessuno. Sommiamo a questo la nostra scellerata gestione delle infrastrutture”, con “frane, otturazioni, gli invasi funzionano male. Tendiamo a sfruttare le risorse superficiali e non le falde”. Abbiamo un “colabrodo” con perdita media degli ACQUEDOTTI del 42%: “In Israele è del 3%” ricorda Cingolani. Nella gestione della crisi idrica, non aiuta la situazione di “decine se non centinaia di enti gestori dell’acqua. Oggi che c’è la crisi, è un disastro: devi interrogare decine di enti”.

Ovviamente nessuna responsabilità…

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