Acqua e territori – Grande Nord: MONFERRATO MANTENGA POSIZIONE COMUNE NEL PASSAGGIO AL GESTORE UNICO

L’avvicinarsi della scadenza delle concessioni idriche ed il passaggio al gestore unico in ogni Ambito territoriale Ottimale (ATO) ha riportato l’attenzione sul ruolo che i territori e gli enti locali devono avere nella gestione della risorsa fondamentale dell’acqua.

Con la fine del 2023 scadranno le concessioni dell’ ATO 2 (territori del Biellese, del Casalese e Vercellese) mentre la scadenza delle concessioni dell’ATO 5 Astigiano di cui fanno parte i comuni monferrini serviti dall’Acquedotto del Monferrato è un po’ più in là negli anni.

I gestori dell’ATO 5 hanno da tempo individuato la possibilità di subentrare come gestore unico allo scadere delle concessioni con una società comune, già operativa per quanto riguarda operazioni di connessione tra reti; questa soluzione, comunque da perfezionare nei dettagli, permetterebbe ai territori di mantenere il controllo delle risorse idriche.

Il Sindaco di Balzola, rappresentante dell’area casalese all’ATO2 ha affermato che si stanno valutando possibilità di società miste (pubblico privato) o di società interamente controllate dagli enti locali per quanto riguarda il gestore che dovrà subentrare ad AM+ a Casale, Valenza e paesi limitrofi.

Il Monferrato risulta diviso, per quanto riguarda il servizio idrico integrato, tra due differenti gestori facenti riferimento a due diverse autorità d’ambito con differenti tempi di passaggio al gestore unico.

Questa divisione non dove però impedire una posizione comune dei comuni monferrini sull’orientamento da mantenere in vista del passaggio al gestore unico, pur nei tempi diversi che si prospetteranno in base all’ATO di appartenenza.

Tanto l’Acquedotto del Monferrato quanto AM+ hanno affermato che in questo periodi di siccità e crisi idrica gli acquedotti che portano acqua alle abitazioni e alle imprese monferrine non sono in sofferenza, le falde in profondità sono buone; le nostre aziende idriche possono fare gola a grandi gruppi internazionali che ai territori e alla garanzia di servizi essenziali a famiglie e imprese sono ben poco interessati.

Tutto il Monferrato, sia la parte che ricade sotto l’ATO2 servita da AM+, sia la parte che ricade sotto l’ATO5 servita dall’Acquedotto del Monferrato, si impegni a non cedere il controllo dell’acqua a gruppi finanziari internazionali interessati solo al profitto.

Serve attenzione ed interesse da parte di tutti, sicuramente maggiore attenzione di quella manifestata in occasione del rinnovo del cda di AMC, che detiene il controllo dell’azienda idrica casalese e valenzana AM+; non essere pronti ad esprimere i membri del cda ad una assemblea convocata da tempo proprio per questo motivo non è segno di grande attenzione.

Gigi Cabrino – Grande Nord Piemonte

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Anche a Piacenza lo stop all'acqua potabile dalle 8 alle 21 per uso extradomestico

Articolo successivo

Lega Salvini Premier, l'epilogo. Bernardelli: Caduta massi, spostarsi!