Accordo per Cipro: per evitare la fuga i capitali saranno congelati

di REDAZIONE

L’accordo per il salvataggio di Cipro e’ arrivato nella notte, dopo 12 ore di negoziato. I mercati hanno gia’ reagito positivamente, le banche dell’isola probabilmente non riapriranno oggi, ma e’ ormai questione di poco. Eurogruppo e Fondo monetario internazionale presteranno 10 miliardi (quota Fmi probabilmente attorno a 1 miliardo). Il settore bancario cipriota sara’ pesantemente ristrutturato: azionisti, detentori di obbligazioni e depositanti non assicurati con oltre 100 mila euro della Laiki Bank lasceranno sul tavolo 4,2 mld. E poi restrizioni ai movimenti di capitale per evitare la grande fuga dall’isola, in particolare di russi e britannici. Un altro tabu’, quello della libera circolazione del denaro, si rompe.

Laiki Bank, il secondo istituto di credito dell’isola, sara’ liquidata immediatamente con il pieno contributo di azionisti, detentori di titoli e depositanti non assicurati (conti superiori a centomila euro). La perdita viene valutata in 4,2 miliardi. I depositi sotto centomila euro saranno preservati. La banca sara’ divisa in due entita’: una ‘bad bank’ che a termine sara’ liquidata, una ‘good bank’ i cui depositi garantiti saranno trasferiti nella Bank of Cyprus (la prima banca del paese). La Bank of Cyprus assumera’ anche i debiti di Laiki Bank verso la Bce, in tutto 9 miliardi. I depositanti non assicurati della Bank of Cyprus dovrebbero subire delle perdite, per ora non quantificabili. Dipendera’ dai termini della ricapitalizzazione (per rispettare il Core Tier 1 al 9%) alla quale parteciperanno azionisti, detentori di obbligazioni e depositanti non assicurati. “Tutti i depositanti assicurati (cioe’ con conti inferiori a 100 mila euro) “saranno pienamente protetti sulla base della legislazione europea”, e’ scritto nell’accordo. Cio’ dovrebbe chiudere definitivamente la questione della tassa su tali conti. In ogni caso i depositi non assicurati della Bank of Cyprus resteranno congelati fino a quando l’istituto non sara’ ricapitalizzato. Rispetto al puro e semplice prelievo proposto dieci giorni fa (e sdoganato sia dall’Eurogruppo che dal Fmi) la novita’ e’ costituita dal collegamento stretto tra il contributo dei correntisti con oltre 100 mila euro e l’operazione di liquidazione/ristrutturazione che ridimensionera’ notevolmente il sistema bancario cipriota portandolo alla media Ue entro il 2018.

Per evitare la fuga dalle banche, specialmente di russi e britannici ma anche asiatici e mediorientali, ci saranno restrizioni ai movimenti di capitali. Nel testo dell’accordo viene indicato che tali “misure amministrative” sono “appropriate” a causa della “situazione unica ed eccezionale del settore finanziario cipriota e per permettere una rapida riapertura delle banche”. Le restrizioni dovranno essere temporanee, proporzionate e non discriminatorie, soggette al monitoraggio europeo. Il richiamo all’eccezionalita’ della situazione e’ necessario per rispettare il Trattato Ue e la situazione cipriota giustifica tali misure. Ma e’ evidente ormai che la nozione di “eccezionalismo” nella risposta alla crisi bancaria e del debito sovrano dell’Eurozona si e’ estesa: si era partiti con lo ‘haircut’ sui titoli ellenici a carico dei privati, ora si passa al caso cipriota. Ultimo punto dell’accordo il contributo russo. Nicosia dovra’ “continuare a discutere” con Mosca sull’estensione del prestito di 2,5 miliardi che risale al 2011 in scadenza nel 2016. La Russia ha finora escluso un nuovo prestito. Non cambia il quadro delle riforme economiche interne. Nelle prossime settimane il governo cipriota firmera’ con la Troika un protocollo di accordo che prevede interventi strutturali, privatizzazioni e un aumento dell’imposta sulle societa’ che passera’ dal 10 al 12,5%. L’aiuto Eurozona-Fmi e la mannaia sul settore bancario permetteranno al debito pubblico di Cipro, e’ scritto nell’accordo della notte, “di restare sostenibile”, cioe’ attorno al 100% del pil entro il 2020. Con queste condizioni, la Bce continuera’ a rifornire liquidita’ alle banche cipriote. Ci si allontana dalla ‘zona pericolo’.

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