Aboliamo le prefetture! Firma la petizione contro Napoleone

di BRUNO DETASSISTRICOLORE

In tempi di crisi economica e di rappresentanza, ha ancora senso mantenere un’impalcatura napoleonica come quella dei prefetti?

Mentre lo Stato non mantiene le promesse nel restituire alle imprese i crediti d’Iva o nel pagare le forniture della pubblica amministrazione alle aziende private che le hanno erogate, con la conseguente spesso chiusura per fallimento dell’attività, grazie al debitore pubblico, ha ancora senso dirottare fiumi di risorse al controllo di fatto militare del territorio? Hanno abolito i confini, sono cadute le dogane, ma le prefetture restano la cerchia delle mura entro la quale il cittadino può muoversi, esibendo ogni volta il permesso per uscire di casa. La metafora che usiamo è forte ma esemplificativa per dire quanto fuori dal tempo continui ad essere l’istituzione attuale delle prefetture. Oltre che costosa per le casse pubbliche.

Il movimento Indipendenza Lombarda suggerisce di firmare la petizione per l’abolizione delle prefetture.

Buona lettura.

Di seguito il testo della petizione:http://firmiamo.it/proposta-di-legge-per-l-abolizione-dei-prefetti

I PREFETTI E LE PREFETTURE FURONO ISTITUITE DA NAPOLEONE PER MEGLIO CONTROLLARE I TERRITORI CONQUISTATI DAL SUO IMPERO.

FURONO POI MANTENUTI E POTENZIATI DEI LORO POTERI DAL FASCISMO.

GIÀ NEL 1944 LUIGI EINAUDI NE CHIEDEVA L’ABOLIZIONE PERCHÉ CONTRARI AL PRINCIPIO DI DEMOCRAZIA:

“Democrazia e prefetto repugnano profondamente l’una all’altro. Né in ltalia, né in Francia, né in Spagna, né in Prussia si ebbe mai e non si avrà mai democrazia, finché esisterà il tipo di governo accentrato, del quale è simbolo il prefetto. Coloro i quali parlano di democrazia e di costituente e di volontà popolare e di autodecisione e non si accorgono del prefetto, non sanno quel che si dicono. Elezioni, libertà di scelta dei rappresentanti, camere, parlamenti, costituenti, ministri responsabili sono una lugubre farsa nei paesi a governo accentrato del tipo napoleonico.

Finché esisterà in Italia il prefetto, la deliberazione e l’attuazione non spetteranno al consiglio municipale ed al sindaco, al consiglio provinciale ed al presidente; ma sempre e soltanto al governo centrale, a Roma; o, per parlar più concretamente, al ministro dell’interno. Costui è il vero padrone della vita amministrativa e politica dell’intero stato. Attraverso i suoi organi distaccati, le prefetture, il governo centrale approva o non approva i bilanci comunali e provinciali, ordina l’iscrizione di spese di cui i cittadini farebbero a meno, cancella altre spese, ritarda l’approvazione ed intralcia il funzionamento dei corpi locali. Chi governa localmente di fatto non è né il sindaco né il consiglio comunale o provinciale; ma il segretario municipale o provinciale. Non a caso egli è stato oramai attruppato tra i funzionari statali. Parve un sopruso della dittatura ed era la logica necessaria deduzione del sistema centralistico.

Chi, se non un funzionario statale, può interpretare ed eseguire le leggi, i regolamenti, le circolari, i moduli i quali quotidianamente, attraverso le prefetture, arrivano a fasci da Roma per ordinare il modo di governare ogni più piccola faccenda locale? Se talun cittadino si informa del modo di sbrigare una pratica dipendente da una legge nuova, la risposta è : non sono ancora arrivate le istruzioni, non è ancora compilato il regolamento; lo si aspetta di giorno in giorno.”

CHIEDIAMO DI ABOLIRE QUESTE FIGURE ANACRONISTICHE, COSTOSE ED INUTILI DALL’ORDINAMENTO DELLO STATO !

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3 Comments

  1. E dopo che si è firmato cosa succede ? Che da roma ci dicono “si avete ragione, siete sovrani quindi nel nome della democrazia ottemperiamo” ?
    I prefetti si chiuderanno solo mobilitando la gente per chiuderli d’imperio

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