ABKHAZIA E OSSEZIA: SERBIA PRONTA A RICONOSCERE L’INDIPENDENZA

di REDAZIONE

L’ex presidente serbo Boris Tadic, sconfitto contro ogni previsione alle recenti presidenziali dal rivale Tomislav Nikolic è ora disposto ad assumere l’incarico di primo ministro, ipotesi che invece aveva scartato all’indomani del voto per la massima carica dello stato.

Tadic ha annunciato di aver ricevuto una richiesta in tal senso da parte del suo Partito Democratico: «La risposta è sì, a condizione che…i nostri partner di coalizione accettino il programma», ha affermato al termine di una riunione di tre ore della leadership DS. Il partito progressista della Serbia (SNS) di Nikolic ha anche conquistato la maggioranza dei voti in parlamento nel quadro delle politiche che si sono svolte il 6 maggio, ma il Partito che fa capo a Tadic ha i numeri per formare il prossimo governo rinnovando la coalizione che ha guidato la Serbia dal 2008. Il paese si trova confrontato ad una difficile situazione economica ed alla necessità di adottare misure di austerity. Il percorso di avvicinamento alle istituzioni comunitarie impone inoltre a Belgrado una normalizzazione dei rapporti con il Kosovo.

In merito ai rapporti con l’estero, stando a quanto si legge su “La voce della Russia”, “il parlamento serbo nel prossimo futuro potrà considerare il riconoscimento dell’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud. Così ha detto il presidente della repubblica Tomislav Nikolič nell’intervista alla radio “Ekho Moskvy”. Nikolič ha confermato che la sovranità dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud non ha niente in comune con la situazione nel Kosovo, la cui indipendenza viene negata in maniera categorica dalla Serbia”. Discorsi chiaramente interessati, che piacciono meno ai georgiani però.

Durante il suo incontro con il presidente russo Vladimir Putin, intanto, Nikolič ha confermato che la Serbia non rinuncia alla sua posizione nei confronti del Kosovo, anche se questo potrà compromettere l’ entrata nell’UE.

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2 Comments

  1. Se oggi non esistono tra i più giovani sempre meno rivalità tra francesi e tedeschi o tra tedeschi e polacchi, tra italiani e croati, ecc. è perché, dopo secoli di rivalità, e dopo una guerra devastante, abbiamo detto finalmente: BASTA!
    Ecco, lo stesso devono fare i popoli del Caucaso: farla finita con rivendicazioni che alimentano l’odio (e sfavoriscono i commerci tra zone limitrofe e quindi danneggiano l’economia) e accettare i confini attuali. Solo così i loro discendenti potranno vivere in pace e prosperità coi popoli vicini.

    Concludo con una riflessione. Io vivo in Friuli, non me ne frega niente se l’Istria ritorna all’Italia se né io né la mia famiglia non ho niente da guadagnarci e anzi magari mi toccherà pagare più tasse per mantenere le minoranze slovene e croate, esattamente come sto facendo già adesso per i tedeschi del Tirolo meridionale.

    • Mi pare che da qualche parte sia scritto che “l’autodeterminazione dei popoli” sia un diritto universale.
      mmm… mi pare lo definiscano ius cogens (inderogabile).

      Ma aimè, forse il diritto più violato in assoluto.

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