A quando un referendum per abolire i prefetti e la loro sintassi?

prefettura

di ANGELO VALENTINO – Siamo sotto la sbornia referendaria. Prima la Catalogna e, tra breve, finalmente, Lombardia e Veneto. Bene. Ci basta? Affatto, perché una battaglia tira l’altra. E allora viene in mente quando il “signor prefetto” di Napoli Andrea De Martino, ebbe l’ardire di  rimproverare un umile e coraggioso prete anti-camorra, Maurizio Patricello, colpevole di aver chiamato solo “signora” e non “signora prefetto”, il prefetto di Caserta. Il video fece ha il giro della rete. (GUARDA QUI) Ma ogni tanto fa bene ripassare queste epiche figure di storia patria.

Povero sacerdote, mancò di rispetto istituzionale ad una eccellenza italiana. Ma, come si sa, il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Fu così che il rimprovero per la mancata reverenza del reverendo alla prefetta, fu un pasticcio di burocrazia malconica e malridotta in tema di verbi. D’altra parte, solo chi eccelle passa i concorsi. Cosa disse il super funzionario dello Stato al sacerdote? Questo:  «Se io la chiamerei signore, lei come reagirebbe?».

E’ la perfetta immagine dell’arroganza grammaticale pagata dal cittadino.

In quei giorni c’è chi commentò: “sotto il tricolore, niente”. Perché, oggi forse hanno cambiato le regole?

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Pensioni, calcola quanti secoli devi lavorare ancora, poco prima di morire

Articolo successivo

VIVA IL KURDISTAN, LA CATALOGNA E L'AMBAZONIA STATI LIBERI E SOVRANI