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A Pontida la Lega nazionalista, il Nord perde il suo partito di rappresentanza

di GIULIO ARRIGHINIpontida molise  2015

Sebbene, anche questa volta, Umberto Bossi a Pontida abbia messo in atto una retromarcia rispetto alle dichiarazioni di qualche ora prima, la questione posta non è irrilevante. Con le modifiche dello Statuto della Lega Nord, e il conseguente reclutamento di segreterie e dirigenze delle regioni italiane subapenniniche, il Nord perde formalmente il suo partito di rappresentanza e di riferimento rispetto alla questione settentrionale.

Il ridimensionamento dei poteri del Senatur, sono la conseguenza necessaria alla conclusione di un processo che fa della Lega Nord un partito nazionalista italiano, sempre più lontano dalla tradizione culturale e politica autonomista e federalista, cominciato con l’epurazione di quasi tutti i fondatori e delle figure di riferimento della Lega degli anni Ottanta e Novanta, espressione di un etnonazionalismo Lombardo Veneto, a nostro avviso ancora in linea con i tempi e quanto mai necessario per uscire da un processo di italianizzazione e meridionalizzazione, che sebbene sposato da Salvini, rappresenta la causa principale delle sventure della nostra terra.
A metà degli anni Novanta, si tentò un processo di nazionalizzazione” della Lega in senso italiano, con la trasformazione del nome in “Lega Italia Federale”, con l’incarico all’allora deputato piemontese, Tino Rossi di coordinare le nasciture sezione del Sud. I dirigenti di “Indipendenza Lombarda” prevalentemente provenienti dalle file parlamentari della Lega di quegli anni, mostrarono la loro contrarietà e in alcuni casi il proprio dissenso rispetto a quella linea politica che oggi Salvini ritiene di ripercorrere. La nostra convinzione rispetto alla necessità di porre la questione settentrionale al centro del dibattito oggi come allora, rimane forte, anche se oggi, rispetto ad allora, rimaniamo gli unici ad invocarla.

Segretario Indipendenza Lombarda

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