A noi la boiata delle Città metropolitane, alla Svizzera 14 referendum

di ELSA FARINELLISVIZZERA SALUTE

Da noi il 28 settembre si voterà per quella boiata delle Città Metropolitane, per le finte Province che eleggono gli eletti facendoli scegliere tra liste di politici in carica negli enti.

Date invece qui un’occhiata a cosa accadrà domenica prossima in Svizzera quando i cittadini saranno chiamati a votare una sfila di referendum, da loro voluti, per decidere le sorti delle loro politiche economiche, sociali, amministrative. Voteranno e quel che avranno sancito sarà legge. In Italia, da Nord a Sud, quel è sancito è che non puoi mai decidere. Anche se voti.

In uno Stato in cui i funzionari della Camera guadagnano più del capo dello Stato, cosa si può pretendere?

Ecco la sfilza referendaria, dal Corriere del Ticino del 21 settembre 2014. Buona invidiosa lettura..

Si vota anche su temi a carattere locale il prossimo 28 settembre in dodici cantoni della Svizzera tedesca e in due della Romandia. Fra i temi rilevanti figurano – oltre all’eventuale fusione fra Basilea Città è Basilea Campagna (trattata separatamente) – un aggravio fiscale a Svitto, come pure oggetti che riguardano la trasparenza dei finanziamenti ai partiti, l’alloggio e il diritto di voto agli stranieri.

Nel canton Svitto i votanti decidono se aumentare l’aliquota d’imposta sui redditi che superano i 230.400 franchi l’anno e quella sulla sostanza, che passerebbe dallo 0,5 allo 0,6 per mille.

La proposta del governo per cercare di controbilanciare i disavanzi registrati dall’ultimo taglio alle imposte, deciso nel 2009, dovrebbe portare nelle casse pubbliche entrate supplementari dell’ordine di 32 milioni di franchi l’anno.

A ciò si aggiungerebbero 18 milioni di maggiori entrate dell’imposta sugli utili delle transazioni fondiarie e altri 14 milioni annui legati ad un balzello sui dividenti. La revisione, approvata a larga maggioranza dal parlamento, è combattuta da un referendum dell’associazione dei proprietari fondiari.

In Argovia ci si esprime sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti. Un’iniziativa della Gioventù socialista chiede di rendere di dominio pubblico le donazioni che superano i 5000 franchi, come pure i budget delle campagne per le elezioni e le votazioni.

I candidati a cariche politiche a livello comunale a cantonale sarebbero inoltre obbligati a rendere nota la dichiarazione dei redditi e i legami d’interesse con organizzazioni e aziende. L’iniziativa, sostenuta dal PS, dai Verdi e dai sindacati, è avversata dal governo e dalla maggioranza del parlamento.

Nel canton Sciaffusa, un’iniziativa della Lista alternativa vuole estendere il diritto di voto e di eleggibilità sul piano cantonale e comunale agli stranieri che risiedono da almeno cinque anni nel cantone e dispongono di un permesso di soggiorno.

Gli sciaffusani sono inoltre chiamati a decidere su un’iniziativa socialista per una partecipazione del Cantone dell’ordine di 1,5 milioni di franchi all’anno alla comunità tariffaria dei trasporti pubblici cantonali Flextax. L’obiettivo è di compensare una precedente agevolazione tariffaria che è stata abolita nell’ambito di un pacchetto di risparmi.

Nel canton Zurigo si vota su un controprogetto ad un’iniziativa socialista – nel frattempo ritirata – che permette ai comuni di fissare una superficie minima riservata agli alloggi a pigione moderata ogni qualvolta un terreno viene inserito in zona edificabile. Il testo si prefigge di lottare contro la penuria di alloggi accessibili alla classe media e lascia ai comuni un’ampia libertà di decisione.

Sugli alloggi accessibili alla classe media è incentrato anche un oggetto in votazione a Nidvaldo. I votanti si pronunciano su una decisione del parlamento che vuole affidare al governo il compito di creare una base legale sull’argomento. Il testo in votazione non contiene proposte concrete ed è un controprogetto ad un’iniziativa socialista che è stata ritirata.

Soletta è in votazione un piano di risanamento della cassa pensioni cantonale per un importo di 1,1 miliardi di franchi. I votanti posso scegliere fra due varianti: la prima chiede al Cantone di coprire da solo la spesa, mentre la seconda prevede una partecipazione dei comuni per un ammontare di 118 milioni di franchi.

Nei Grigioni si vota una revisione della perequazione finanziaria intercomunale che risale al 1958. L’Alta Engadina è la regione che sarà maggiormente chiamata alla cassa, motivo per cui i liberali-radicali del distretto hanno deciso di lanciare il referendum.

In Obvaldo le autorità hanno messo in votazione un progetto per la protezione dalle piene che prevede la costruzione di un tunnel d’evacuazione delle acque lungo 6,6 chilometri fra il lago di Sarnen e il fiume Sarner Aa. L’opera verrebbe a costare 115 milioni di franchi e verrebbe in parte finanziata da una nuova imposta cantonale. La Confederazione dovrebbe coprire fra il 35 e il 65% della spesa, ma la decisione di Berna è prevista soltanto nel 2016.

Nel canton Uri si decide su credito di progettazione di 3 milioni per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’ospedale cantonale di Altdorf. Il costo dell’intera opera è stimato in 100 milioni di franchi e il credito iniziale è stato approvato dal parlamento senza voti contrari.

Anche altri due oggetti in votazione hanno fatto l’unanimità nel legislativo urano: si tratta di due modifiche alla legge sulla perequazione finanziaria intercomunale e di una revisione della legge sulla banca cantonale che affida al Consiglio di Stato, invece che a una commissione parlamentare, l’obbligo di vigilanza sull’istituto di credito statale.

Nel canton San Gallo sono in votazione due crediti per infrastrutture scolastiche: il primo ammonta a 49,9 milioni di franchi e prevede la ristrutturazione e l’ampliamento della scuola cantonale di Sargans; il secondo, per un importo di 32 milioni, riguarda la scuola agricola di Salez.

giurassiani si pronunciano per la terza volta in 18 anni sull’estensione dei diritti politici degli stranieri. Frutto di un compromesso parlamentare, il progetto dovrebbe permettere agli stranieri di essere eletti negli esecutivi comunali, ma non di diventare sindaci.

Per accedere ad un Municipio, i candidati dovranno risiedere in Svizzera da almeno dieci anni e nel Giura da almeno un anno. Questa soluzione, varata dal parlamento con la sola opposizione del gruppo PLR, è stata decisa per evitare le bocciature uscite dalle urne nel 1996 e nel 2007. Nel secondo caso era infatti prevista l’eleggibilità degli stranieri residenti a tutte le cariche comunali, compresa quella di sindaco.

Ginevra torna sul tappeto l’attraversamento stradale del lago, un tema che sale regolarmente alla ribalta nel cantone dal lontano 1896. Ai cittadini è sottoposta un’iniziativa dell’UDC, che propone la costruzione di un tunnel sotto il Lemano.

Appoggiato soltanto dalla stessa UDC, dall’MCG, dal PBD e dal TCS, il progetto è ritenuto inefficace dalle autorità: esso non permetterebbe di risolvere i problemi di traffico nel centro-città e rappresenterebbe una spesa eccessiva. A inizio mese, PLR e PPD hanno peraltro lanciato la raccolta delle firme per un’iniziativa che suggerisce un altro collegamento stradale fra le due sponde, situato più a monte rispetto a quello posto in votazione.

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