A PARMA O GARBAGNATE VOTEREI PER IL MOVIMENTO 5 STELLE

di GIANLUCA MARCHI

Se fossi un elettore di Parma o di Garbagnate Milanese domani andrei a votare per il Movimento 5 Stelle. Sì, laddove i grillini si trovano al ballottaggio (cinque comuni in tutto) sempre contrapposti a esponenti del Pd, li sceglierei comunque, indipendentemente dalla bontà o meno del candidato sindaco che a loro si contrappone. Non sono stato folgorato sulla via di Damasco: più terra a terra penso che questa sia un’opportunità per ottenere due piccioni con una fava.

Cominciamo dal primo piccione: si discute tanto del fatto che gli esponenti del M5S sono degli improvvisati, che non hanno cultura e preparazione amministrativa e via di questo passo. Se dovessimo incamminarci lungo questa strada la conseguenza sarebbe il votare come sindaco solo qualcuno già “imparato”, che ha già fatto esperienza amministrativa. Ma se ciò fosse un dogma assoluto, allora dovremmo pescare solo negli amministratori che si sono fatti per così dire le ossa nelle giunte uscenti e mai e poi mai introdurremmo un elemento di cambiamento. E circoscrivendo il nostro esempio a Parma,  avremmo dovuto pescare un potenziale sindaco dentro la squadra del cacciato Vignali, costretto ad andarsene dopo aver lasciato le casse della città con un vuoto di 650 milioni di euro. Oppure avremmo dovuto dirottare la nostra preferenza sul redivivo Ubaldi, già sindaco per un decennio e padre putativo del famigerato Vignali. Oppure buttarci a sinistra e scegliere il Bernazzoli esponente del Pd, solo per il fatto che è stato presidente della Provincia e dunque sa. No, preferisco Pizzarotti e mi auguro che i grillini vincano e così vengano messi alla prova di una amministrazione importante e poi si tireranno le conclusioni. Tanto è difficile che possano fare  peggio dei benedetti dal signore (di Arcore) che c’erano prima.

Secondo piccione. Tra il scegliere di non andare a votare  e la possibilità di mollare un sonoro ceffone ai partiti politici che hanno ridotto l’Italia nell’attuale disgraziata situazione, personalmente prediligo questa seconda ipotesi. E considererei il M5S lo strumento che il caso mi offre in questo specifico momento per mollarlo quel ceffone, sperando così che le forze politiche marce ed esauste cadano in una definitiva confusione e prostazione mentale tale da accelerarne il trapasso, facendo naufragare così qualsiasi tentativo disperato di rifarsi una verginità, operazione che potrebbe anche illudere gli allocchi e gli interessati che compongono il corpo elettorale italico.

Non sono diventato all’improvviso un grillino: ripeto, perché ci sarà sicuramente qualcuno che farà finta di non capirmi, oggi come oggi in quelle città voterei per il M5S senza per quello sposarmi con loro per i prossimi anni, ma solo perché rappresentano (almeno per ora) un fattore di rottura rispetto al quadro attuale, un missile nel didietro della politica romana.

Per un domani non troppo lontano, invece, mi auguro non ci sia più bisogno di saltare sul missile di turno, ma che la bomba sia esplosa e tutto possa essere diverso.

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21 Comments

  1. Condivido. Il problema mai affrontato è che in Italia chi si istalla infila i suoi fedeli ogni dove e meno dà importanza alla buona amministrazione, e più ne infila.
    Se lunedì si scoprisse che giusto Gianluca Marchi è stato eletto sindaco, egli, o riempirebbe il comune di suoi fedeli creando doppioni, o sarebbe in mano ai comunali attuali che, da navigati, troverebbero ogni scusante per mettergli i bastoni fra le ruote ed additerebbero al pubblico ludibrio grazie all’aiuto di giornalisti compiacenti ogni errore o manchevolezza che anche Gianluca Marchi dimostrasse.
    Io penso che per una vera alternanza, ogni amministrazione dovrebbe portarsi al seguito il personale, in entrata ed in uscita.
    In Italia si cambia lo spinterogeno e si spaccia l’auto per nuova.

  2. Non ci sono dubbi: in questo momento, ai ballottaggi, bisogna votare i grillini, magari turandosi il naso, in funzione antisistema. E’ comunque interesse degli indipendentisti (purchè dotati di materia grigia) che i partiti nazionali vengano messi in un angolo perchè questo affretterà la fine dello stato. Noi siamo troppo vigliacchi per ribellarci apertamente: almeno cerchiamo di aiutare la dissoluzione del cadavere…

  3. Sono abbastanza d’accordo e forse anche io farei lo stesso. Trovo però inquietante la prospettiva di un Beppe Grillo stravincente. La cosa mi preoccupa perché il movimento 5 Stelle è statalista in un modo un po’ ingenuo. Dallo statalismo, soprattutto da quello italiano, non nasce mai qualcosa di buono.

  4. caro g.luca pensando a macchiavelli ci può stare i nemici dei miei nemici,possono al momento essere utili.pax tibi marce evangelisticus meum.

  5. IL MOVIMENTO 5 STELLE E’ UNA SQUADRA DI GENTE PREPARATISSMA A LIVELLI INTERNAZIONALI.
    IL LORO OBBIETTIVO E’ IL MIGLIORAMENTO CONTINUO.I PARTITI PRECEDENTI SONO DEI FALLITI.

    • Il Direttore ha spiegato molto bene quale funzione possono assolvere, in questo momento, i grillini.
      Ma questi, riguardo alla pretesa, alla presunzione di risultare efficaci e risolutivi nella gestione futura di bell’italia, sono totalmente fuori strada.
      Danno a vedere di non aver imparato niente da tante dolorose esperienze, per tutti.
      Perchè i fatti hanno ampiamente ed inesorabilmente dimostrato che l’italia – unita, si fa per dire – non è riformabile nè governabile.
      Initile e dannoso tornare ossesivamente su un problema che, per la sua evidenza e in base al buon senso, avrebbe dovuto già essere risolto da tempo
      .
      Mantenere l’italia “unita” significa anche,visti gli arrivi continui di clandestini, consegnarla agli invasori, alla coppia più bella del mondo, il cinese e l’islamico.
      Gli ostinati sul problema unità possono solo aspettare che nel centro di Roma compaia un gigantesco cartello:
      “PER L’ITALIA, NUOVA GESTIONE !”.

  6. La risposta piccata e fuori luogo di Marchi traspare scarsa professionalita’ sia come direttore che da editore, la critica aspra, di cui condivido pienamente i contenuti, e’ significativa della confusione mentale del nostro direttore. L’endorsement al partito di grillo, il piu’ italiotista dei partiti presenti ai ballottaggi, crea molto imbarazzo fra gli indipendentisti che non possono confondersi con i partiti italioti presenti nelle competizioni elettorali. Basta leggere lo pseudo programma di mister Grullo, per capire la demenzialita’ delle proposte offerte. Ora sottolineare l’incongruenza e l’incoerenza del direttore, e’ il minimo si possa fare, fermo restando che Marchi abbia tutto il diritto di farlo, difendersi dagli attacchi e mancati sostegni, e’ la democrazia, tutto quello che manca nel partito di Grillo.

  7. Meglio l’astensione. Il fatto che il Pdl inviti, più o meno esplicitamente, i propri elettori a votare il M5S pur di far dispetto al Pd significa che, superato l’iniziale stordimento, i partiti tradizionali hanno riconosciuto nella formazione di Grillo un altro can che abbaia e bon, col quale, prima o poi, scendere a patti!

    • Peccato pero’ che non c’e’ il quorum nelle amministrative e nelle politiche. Se chi e’ arrabbiato con pd e pdl e udc e idv ecc. ecc. semplicemente non va a votare, allora continueranno a votare solo gli appassionati di pd e pdl e udc ecc. e vinceranno ancora pd pdl udc idv con le stesse percentuali di sempre (a parte una percentuale di non votanti molto maggiore, ma magari non ne parlano neppure ai tiggi’). Secondo me il movimento 5 stelle puo’ essere usato come grimaldello per scassinare la vecchia politica, dopo di che si potra’ votare per altri. Inoltre i grillini si impegnano ad adottare la politica scelta democraticamente dai propri elettori: nelle regioni piu’ sentitamente secessioniste dovranno adottare queste richieste oppure dovranno rinnegare se stessi.

        • Calma calma, io non ho mai scritto che si ottiene l’indipendenza votando Grillo, ho solo detto che in due città due avrei votato Grillo come grimaldello, punto
          gl

          • Parlavo di elezioni in generale. Sappiamo tutti che, anche riuscissimo ad esprimere il governatore di una regione, questi non ne dichiarerebbe mai l’indipendenza. Credo non ci sia alternativa ai referendum, ed al conseguente iter burocratico presso le Nazioni Unite.

        • PS: intendo, ovviamente, vie pacifiche, non violente! Tengo a precisarlo, perché un po’ mi romperebbe se le mie parole venissero fraintese dai tirapiedi del Re, notoriamente non delle aquile… 🙂

  8. Caro Marchi, sono pienamente d’accordo. Aggiungo: alcune delle affermazioni fondamentali di Grillo corrispondono a quelle originarie di Bossi, queste ultime pur di ben altro spessore e argomentazione, frutto di “altra” intuizione e intelligenza. Perché non rimarcare questo dato di somiglianza, con le relative conseguenze degne di riflessione per i leghisti, costretti a ritrovare nelle parole di un comico qualcosa che ricordi le basi su cui hanno costruito il loro grande Movimento? Inoltre, trovo sia motivo di “voto” favorevole anche il fatto che a Grillo sia stato appiccicato l’aggettivo “antipolitico”. Tale vulgata ha uno scopo nascosto ma ben preciso: negare che la politica sia elemento inscindibile dalla personalità individuale, di ciscuno di noi. Ciò permette di poter perseguire quegli interessi mafiosi che i politicanti chiamano “politica” Ricordiamoci che ognuno di noi è homo politicus, anche Grillo, con i suoi errori e le sue capacità: votare per i suoi “inesperti” significa rimarcare con forza tale assunto fondamentale, che sta alla base dell’amore per i nostri popoli e le nostre terre..

  9. Ancora G, Marchi in confusione!
    Dopo aver sparlato (a vanvera) di INDIPENDENZA VENETA, di essere stato sbugiardato dai sui stessi colleghi che hanno riconosciuto invece l’enerme lavoro fatto da Pizzati & C., di essere caduto ripetutamente in contraddizione e non aver mai risposto alle domande più volte a lui rivolte, ora si fa comprendere meglio.
    Si, perchè per uno che vuole farsi passare per indipendentista, dire che voterebbe per i grillini significa comunque riconoscersi in italia.
    Il M5S infatti non si è mai neanche sognato di mettere in discussione lo stato italiano, ma sempliocemente ha criticato le persone(i politici) e fondamentalmente la ricetta proposta sarebbe quella di cambiarle e di usare internet al fine di “sorvegliare”, punto.
    Una politica fatta solo di pancia e poco cervello per chi sceglie di dare il proprio voto a simili stupidagini.
    Per quanto riguarda la possibilità che il direttore de l’indipendenza lasci l’incarico, più che una concessione di Gianluca Marchi penso sia un diritto/dovere dell’editore pretenderne la rimozione

    • Mandami il curriculum visto che L’Indipendenza è edita da un’associazione di cui sono presidente e dunque fino a prova contraria l’editore sono io. Magari mi rimuovo e ti affido l’incarico. Ma indica nome, cognome, indirizzo e allega pure una foto, così vediamo tutti di che materia è fatta la tua faccia.
      glm

      • Grillo riconosca l’esistenza della Padania e ne sposi il diritto all’indipendenza, poi ne possiamo parlare. Provo a chiedermi se nelle nostre condizioni Sardi, Valdostani e Tirolesi voterebbero per Grillo.

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