2021, e ci dimenticassimo di far parte dell’Italia?

di Valter Roverato – Questo 2020 certamente resterà nella storia come l’anno della pandemia, che ne ha caratterizzato l’andamento. Ma il 2020 entrerà nella storia anche come l’ennesimo anno in cui le regioni del Nord dello stivale, che pure 1200 giorni fa circa si erano espresse chiaramente in merito, continuano a restare in attesa che la capitale conceda loro, bontà sua, una qualche forma di autonomia.

Intanto continuiamo ad assistere inermi allo show del “premier” di questo governo, eletto nostro malgrado, che ogni decina di giorni circa, nelle sue ormai consuete conferenze stampa notturne, ci propina il suo caro D.P.C.M. e ci ordina cosa dobbiamo fare, possiamo fare, e dice cosa faremo nei prossimi giorni, se e quando potremo uscire di casa, con chi, e dove si potrà andare, che ci manda in zona rossa, arancione, gialla, ma solo in determinati giorni, ed all’interno di quei giorni solo in determinate ore, poi ci mette sotto coprifuoco, ci vieta di andare in ristorante o al bar, o dal parrucchiere, ma forse no, e così via. Ma non sia mai che le attività che pian piano chiudono, e che forse non riapriranno mai, non ottengano il loro “ristoro”, nient’altro che una paghetta, ora assurta a normalità, inventata dal rottamatore Renzi coi suoi famosi “80 euro in suta paga”. Ed allora vai coi decreti “ristoro”: 1, 2, 3, 4…. Eccetera.
Però guai a chi insinua che saremmo in una dittatura, per carità, siamo sempre nella “solita” democrazia, solo che siamo in emergenza, anche questo lo ha deciso una maggioranza in quel parlamento (non-) eletto dagli italiani, frutto di uno di quegli accordi, che chiamano “inciuci”, avvenuto nel chiuso dei soliti palazzi romani dove decidono tutto di noi, compreso il negarci il caffè al bar. Un’inciucio ratificato fra forze politiche che fino a qualche anno prima erano agli antipodi, che si dicevano di tutto l’una contro l’altra, ma che pare sia diventato improvvisamente imprescindibile, onde non far votare quel popolo che, ovviamente non capendo nulla del momento che sta passando, manderebbe di sicuro al governo forze politiche a loro avverse
. Questa è la democrazia italiana, di quel paese dove un “aiutino” non si nega mai a nessuno, a qualsiasi livello: dal quiz televisivo al favore ottenuto tramite apposita tangente, al posto ottenuto tramite l’altrettanto apposita raccomandazione, al “ristoro”, fino ad arrivare ai rapporti fra stato e mafia del recente passato.
Tu aiuti me, io aiuto te, questo è il paese Italia, lo stesso paese che ora, schizofrenicamente, decreto dopo decreto, aperture dopo chiusure, divieti dopo permessi, ristoro dopo ristoro, sta massacrando malamente la sua già malferma economia. Mancanza di visione del futuro, di fermezza e di chiarezza, di capacità e competenze, mancanza di una classe politica all’altezza, sia essa di destra, centro, sinistra: mancanza dello stato, in sostanza. E noi al Nord d questo stato inesistente da sempre, che cosa vogliamo fare? Seguirlo nel suo cammino, per andare dove? Certo, abbiamo chiesto autonomia, indipendenza, addirittura, ma che risposta può darci uno stato che non c’è, e che esiste solo per perpetrare sé stesso, e basta? Una risposta inesistente, ovviamente, e noi aspettiamo, aspettiamo, novelli Vladimir ed Estragon che aspettano il signor Godot in mezzo alla strada. E la dignità? Dov’è la nostra digniità? Non vi interessa, abitanti del Nord?
La mettete da parte ormai da quasi 1200 giorni (anche se forse lo era già da molto, moltissimo prima), da quando ordinatamente siete andati alle urne ed avete chiesto, mendicato, un po’ di autonomia nel gestire voi stessi e le vostre risorse. Siete andati alle urne, come chiede la democrazia italiana, quella stessa democrazia dei DPCM, del governo non desiderato, degli inciuci di palazzo; avete chiesto, domandato, non preteso od imposto, e dall’altra parte niente risposta. Continueremo ad aspettare anche nel 2021?
Certo, anche nel 2021 ci sarà da combattere il virus, da rimettere a posto (?) l’economia, e chissà se ce la faranno (ce la faranno?), e dopo? Ancora aspettare? Credete proprio che nel 2021 avrete l’autonomia? Mi sa che a roma si sono dimenticati da un pezzo il vostro voto di 1200 giorni fa…. E forse anche voi, abitanti padani, ve ne sarete dimenticati, presi dal COVID, dai DPCM, dall’economia disastrata, dal lavoro che manca…  E se invece noi ci dimenticassimo di far parte dell’Italia? Non sarebbe meglio? Volete continuare a votare per un partito inevitabilmente italiano, dovunque sia collocato nel parlamento? Per quello stesso partito che vi manda a votare e poi si dimentica di averlo fatto, sia che abbiate votato per elezioni politiche, amministrative, o per un referendum sull’autonomia? Abitanti Padani, risvegliate la vostra coscienza, la vostra consapevolezza di essere un popolo diverso, perché lo siete, in tutto e per tutto, e non abbiate remore nel ricordarlo e ricordarvelo sempre, e ricordarlo agli altri, con fierezza ed orgoglio: solo così potrete veramente fare qualcosa di concreto per cambiare, perché se proprio volete cambiare qualcosa, dovrete per prima cosa cambiare voi stessi e la vostra mentalità. Se volete far parte di un paese diverso, un vero paese, allora la strada è questa: consapevolezza di essere un altro popolo, e comportamenti di conseguenza. Mi rendo conto che la strada sarà lunga e difficile, sarà come prendere la seconda stella a destra, e poi dritto, fino al mattino, ma non ci potremo sbagliare, perché sarà proprio questa la strada per il paese che… c’è!!!
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